Berlusconi: siamo alla dittatura giudiziaria

di Maria Berlinguer wROMA «La situazione attuale è preoccupante, siamo governati dal terzo non eletto e siamo soggetti a una dittatura della sinistra giudiziaria». Il giorno dopo il fuorionda tra Maria Stella Gelmini e Giovanni Toti, Silvio Berlusconi non si preoccupa neanche di smentire di essere «rimbecillito» dalle manovre di Renzi sulle riforme ed è tutto proiettato sulla sentenza del 10 aprile. Giovedì prossimo il Tribunale di sorveglianza di Milano dovrà decidere se accogliere la sua richiesta di affidamento ai servizi sociali per scontare i 12 mesi di pena, rimasti al netto dell'indulto, per la condanna dei diritti tv Mediaset. Quattro giorni di attesa che stanno logorando nervi e salute dell'ex premier. Tornato ad Arcore con le stampelle per un problema al ginocchio, Berlusconi ieri è riuscito a camminare da solo. Lo ha reso noto lui stesso in una telefonata alla Convention «Difendiamo l'Italia» a Roma, durante la quale ha azzardato anche il romanesco. Caduta la linea, mentre dal palco romano si ipotizzavano sabotatori «comunisti» l'ex premier ha ripreso il suo intervento con un «nun ce vonno stà». Battute a parte il leader azzurro è tornato a chiedere l'elezione diretta del capo dello Stato, invitando i suoi sostenitori a non dare per persa la battaglia del voto cercando di convincere «almeno il 50% del 46% degli italiani che non andranno a votare, questi devono essere coinvolti solo ed esclusivamente da un contatto diretto», ha scandito. Certo poi anche lui spera di potersi impegnare direttamente, con una campagna televisiva che potrebbe fargli recuperare terreno rispetto alla maxi esposizione mediatica di cui finora ha potuto godere Matteo Renzi. «La Ghisleri che non ha mai sbagliato un sondaggio», spiega convinto che una rimonta sia possibile come è accaduto nel 2013. Già, ma è proprio questo il punto: Silvio Berlusconi potrà fare la campagna elettorale? Tutto è appeso a quello che decideranno i giudici entro il 15 aprile. L'ex Cavaliere non ha ancora deciso se presentarsi ai giudici il 10. Se non andrà o ci sarà una richiesta di rinvio certamente saranno i suoi legali, Niccolò Ghedini e Fausto Coppi, a discutere davanti ai giudici su come far espiare la condanna per frode fiscale. In attesa del processo di appello per il caso Ruby, in calendario il prossimo 20 giugno, Berlusconi potrebbe cominciare a saldare il conto con la giustizia già dopo un paio di settimane dal 10. I legali hanno richiesto l'affidamento in prova per l'ex premier. Nell'istanza depositata l'11 ottobre Berlusconi ha indicato Arcore come domicilio per l'affidamento, anche se poche settimane prima aveva spostato la residenza a palazzo Grazioli. Nessuna indicazione è stata fornita ai giudici su specifiche attività di volontariato o strutture dove seguire il percorso di «riabilitazione». «La modalità di espiazione della pena verrà discussa in udienza», spiega il professor Coppi. A decidere sarà un collegio composto da quattro componenti, due togati, il presidente del Tribunale di Sorveglianza, Pasquale Nobile De Santiis, e Beatrice Crosti, giudice relatore, e due esperti esterni. Con l'ok all'istanza saranno loro a stabilire quale genere di attività dovrà svolgere Berlusconi. Con l'ordinanza i giudici fisseranno limitazioni relative alla libertà di movimento e agli orari da rispettare, decidendo quali posti e quali persone potrà frequentare. «Non vedo come Berlusconi non possa andare in tv qualunque sia la decisione dei magistrati», mette le mani avanti Giovanni Toti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA