Certosa, fanghi nei campi in 100 chiedono controlli

di Linda Lucini wCERTOSA «Viviamo nella terra dei fanghi tra odori nauseabondi, occhi che lacrimano e dobbiamo restare segregati in casa senza poter aprire nè porte nè finestre». A parlare è uno dei cento firmatari di una petizione indirizzata al sindaco Corrado Petrini per chiedere accertamenti sui fanghi ad uso agricolo. «Vogliamo sapere davvero cos'è quel materiale così fastidioso – dicono i residenti – amche perchè non solo ci tocca respirarlo, ma alla fine i prodotti dei campi nutriti a fanghi ce li mangiamo tutti». A firmare la petizione anche residenti a Samperone, Cascine Calderari e Torriano. Nella petizione si legge che «in seguito allo spargimento di fanghi suoi suoli agricoli del territorio comunale si sono registrati profondi disagi» e i 100 firmatari li elencano: molestie olfattive cche potrebbero superare la soglia di normale tollerabilità, potendosi qualificare come immissioni che interferiscono con i diritti di proprietà dei vicini (art 844 del codice civile), ma anche lacrimazioni oculari, probabilmente dovute alle alte concentrazioni di ammoniaca generatesi nell'aria in seguito agli spargimenti nelle zone del paese più prossime ai campi interessati». I residenti hanno accettato per un po' la maleodorante situazione, ma visto che periodicamente il problema si ripresenta chiedono al sindaco «di promuovere le opportune verifiche di compatibilità dei fanghi presso le autorità competenti». Il sindaco Corrado Petrini dà loro ragione: «Qui arriva un puzza incredibile, ma non sono io che posso controllare. Le verifiche e le analisi le fanno regolarmente i tecnici dell'Arpa e competono alla Provincia. da quel che mi dicono è tutto nella norma, ma è vero che in paese si sentono odori veramente sgradevoli. I cittadini vorrebbero da me un'ordinanza, ma non la posso firmare perchè non è il Comune ad autorizzare lo spargimento dei fanghi bensì Piazza Italia». Petrini assicura che ha già dato ordine ai suoi uffici affinchè la petizione inviata dai cittadini sia inviata in Provincia sollecitando i controlli. Su una questione però il sindaco non concorda con i residenti: «La puzza si sente e c'è almeno una volta l'anno, ma di occhi lacrimanti non ne ho mai visti e neppure ne ho avuto notizia. Purtroppo siamo circondati da colture agricole e la puzza resta anche perchè pur dovendo arare subito, spesso le lavorazioni si protraggono anche per due giorni e di conseguenza i cattivi odori rimangono costanti». I cento residenti chiedono tutela e non solo dalla puzza: «Vogliamo che tutto ciò finisca al più presto per il bene di tutti».