Parroco in manette Adescava adolescenti

RAVENNA La polizia è arrivata in canonica verso le 11, ha fatto allontanare tutti i presenti tranne uno. Per don Giovanni Desio in quel momento è stato chiaro che stessero cercando proprio lui. Un'ordinanza pesante quella che di lì a qualche ora avrebbe portato in carcere il parroco di Casalborsetti, piccola località sul litorale ravennate. Perché le ipotesi di reato sin qui formulate sono di adescamento e di atti sessuali con minorenni. Un faldone cresciuto nelle ultime tre settimane, dopo la segnalazione di un padre preoccupato per alcuni messaggi dal contenuto ambiguo che aveva trovato al figlio. È poi toccato alla squadra Mobile (Seconda sezione, quella dedicata alla fasce deboli) raccogliere tutti gli elementi del caso anche attraverso esplicite intercettazioni in cui il parroco si rivolgeva a un ragazzino. L'accusa mossa al prete - 52 anni, originario di Milano e da 13 anni nella cittadina rivierasca - è quella di avere approfittato del suo ruolo di guida spirituale per abusare di adolescenti. Di averli corteggiati attraverso circostanziati sms e messaggi Facebook per poi ottenere rapporti. La canonica, al termine delle verifiche, è stata sigillata. Gli inquirenti hanno sequestrato diversi elementi giudicati utili alle indagini tra cui il computer del "don", i telefonini, varie foto, materiale tecnologico, appunti, agende e perfino alcuni palloni. Domani a dire messa potrebbe essere il vicario generale della Curia, dato che il vescovo Lorenzo Ghizzoni è ad Assisi per una due giorni assieme ai ragazzi. In serata, in una nota, si è detto sconcertato per la notizia, esprimendo sincera vicinanza alle vittime e alle famiglie di quanti risultassero avere subito violenza. Ha pure manifestato piena fiducia nella magistratura e ha confermato la totale disponibilità a collaborare con gli inquirenti, rivolgendo anche un appello ai fedeli per un momento di preghiera, per «affrontare insieme lo sconcerto e il dolore per un così grave scandalo». Chi ha visto don Desio tra una nuvola di agenti, dalla Questura al carcere cittadino, ha parlato di un uomo silenzioso e prostrato. L'interrogatorio di garanzia è stato fissato per lunedì davanti al Gip Rossella Materia, la stessa che ha emesso l'ordinanza chiesta dal Pm Isabella Cavallari, titolare del fascicolo. «Di fronte a una figura con spiccata spregiudicatezza e capacità a delinquere, con totale assenza di freni inibitori», ha scritto il gip, il solo modo di contrasto «poteva essere attraverso la misura estrema». Ugualmente nette le parole del Procuratore capo Alessandro Mancini, che ha voluto incontrare i giornalisti subito dopo l'arresto: «È stata un'operazione chirurgica anti-pedofilia - ha precisato, pur non facendo mai il nome del sacerdote - Senza enfasi, sappiamo che è un momento doloroso. Ma non daremo tregua a nessuno per questo tipo di reati».