Gargano: «Senza lavoro, ero disperato»
Saverio Gargano racconta la sua verità, il giorno dopo aver patteggiato sei mesi per il furto in via della Zingara. Il 31enne è stato arrestato dai vigili urbani nella notte tra giovedì e venerdì in flagranza di reato. «Non ho scassinato le serrature – dice ora il 31enne domiciliato a Ozzero –. Ho scavalcato il muro della villa e mi sono diretto verso il box che conteneva attrezzi da giardino. La porta in legno era aperta e ho preso cinque trapani e due flessibili, tutti insieme varranno non più di 400 euro. Quando i vigili mi hanno fermato sulla mia auto c'erano un computer e un cellulare, ma erano i miei: non li avevo rubati. Tanto è vero che ai vigili ha dato le password per accendere il computer, se l'avessi rubato non avrei potuto conoscerle». I vigili sono poi andati a casa della sua compagna (estranea ai fatti), dove Gargano vive, per cercare attrezzi da scasso o altri oggetti rubati. «Non hanno trovato attrezzi da scasso perché non ne ho – dice –. Ho lavorato fino a poco tempo fa come giardiniere e avevo in casa solo un forbicione per potare le piante. Me l'hanno preso e poi me l'hanno restituito». I vigili stanno cercando di capire se Gargano è implicato anche negli altri furti verificatisi nei giorni scorsi nelle case che si trovano tra il cimitero e il quarto lotto. «Quello dell'altra sera è stato il mio unico colpo – dice il 31enne –. Non sono malato di gioco d'azzardo, ho rubato perché ho perso il lavoro e non mi bastano i soldi che guadagno suonando la sera nei locali. Non sapevo che fare». (cla.mal.)