«Galbani, pronti a sfruttare la mobilità»

L'accordo per introdurre la mobilità riguarda tutti gli stabilimenti italiani della Galbani. I primi operai a lasciare la sede originaria potrebbero essere quelli dello stabilimento di Caravaggio, che potrebbero arrivare a Corteolona a ottobre, quando la stagione della mozzarella sarà terminata e la linea di produzione nel bergamasco verrà smantellata. Quanti saranno è ancora difficile dirlo. Ma è certo che dal 2 maggio (fino al 31 marzo 2015) scatterà la mobilità per i 218 lavoratori di Caravaggio e gli 8 del reparto gorgonzola di Introbio. Per tutti il gruppo Lactalis ha ribadito la garanzia di una ricollocazione nelle altre sedi lombarde.Questo significa che anche nelle due sedi pavesi di Corteolona e Giussago chi ha i requisiti per andare in pensione entro 3 anni potrà scegliere di andare in mobilità. di Giovanni Scarpa wCORTEOLONA Ore 14, uscita degli operai del secondo turno dalla Galbani. Dalla porta dell'immenso stabilimento che si affaccia sulla provinciale escono soprattutto giovani. «I vecchi ci mettono più tempo a cambiarsi, ma ci sono. Basta avere un po' di pazienza» ironizza un cinquantenne che quando si accenna alla questione della possibilità di chiedere la mobilità se si è a tre anni dalla pensione, come previsto dall'accordo raggiunto fra sindacati e Lactalis, allarga le braccia: «Magari potessi entrare nel numero di questi fortunati, ma per me è ancora lunga...». I "fortunati", come li definisce lui, sono al momento 15/20. «Ma – assicura Giuseppina Quartieri, delegata della Flai Cgil dello stabilimento di Corteolona – fanno la fila per chiedermi se possono usufruire dei vantaggi dell'accordo». Chi ha i requisiti per andare in pensione entro 3 anni, potrà scegliere di andare in mobilità. L'accordo promosso su tutta la linea, a partire dagli stessi sindacati, piace anche ai lavoratori. Come Anna Sallustro, da 37 anni alla Galbani: «Certo sarei contentissima di andare in pensione. Ma non tanto, o solo, per riposarmi finalmente. Certo, c'è anche questo. Ma sarei soprattutto felice di lasciare il mio posto ai giovani che hanno bisogno di lavorare». Lo stesso vale per Italo Carlo Soffiantini, quasi certamente uno dei 15/20 fortunati che potranno usufruire della mobilità. «Dopo 41 anni in stabilimento, credo di aver di diritto ad andare in pensione – dice – anche se in realtà mi mancherebbero ancora due anni. Ma senza la legge Fornero ci sarei già. Ho dato tutta la mia vita alla fabbrica, ma sono contento perchè mi sono trovato bene. Ottimo il rapporto anche con i dirigenti. Sa cosa mi hanno detto? "Ci dispiace che abbia deciso di andarsene, perderemo la sua professionalità". Sono cose che fanno piacere dopo una vita di lavoro». Anche lui, poi, ha un pensiero per giovani e precari: «Giusto dare un'opportunità a chi ha bisogno di lavorare». Chi invece non deve fare troppi conti perchè ha già raggiunto l'età pensionabile è Silvana Ghilardelli: «Ho lavorato qui 35 anni, mi sono trovata bene, ma sono contentissima di godermi finalmente un meritato riposo». Potrebbe rientrare nel gruppo anche Maria Omaggio, che incrocia le dita: «Spero davvero di farcela». Tutti contenti, insomma, sia dell'accordo per la mobilità anticipata, sia per come l'azienda ha affrontato la questione. «I rapporti soprattutto con la direzione dello stabilimento di Corteolona è ottimo – dice ancora la Quartieri –. Basta parlare con chi lavora qui per assicurarsi che non mento quando dico questo». Lo conferma, infatti, anche chi è stato costretto ad andarsene dalla sua città natale (Genova) per una ristrutturazione aziendale e venire a Corteolona per poter continuare a lavorare. «Io in realtà vengo dalla Parmalat – racconta Danilo Dorsi –. Dopo il crack, la società è stata acquisita dalla Lactalis. Non avevo molta scelta, ma mi hanno aiutato moltissimo dandomi qualche aiuto concreto per mitigare un po' la lontanza da casa». «L'aspetto umano è un fattore centrale in Galbani – conferma un altro lavoratore –. Non ti trattano mai come un numero, ma sempre come persona. Indipendentemente dal ruolo che ricopri». «La forza di questo accordo, voluto fortemente anche da noi – conclude la Quartieri – è che l'azienda ha accettato l'idea della parità di organico: tanti ne escono, tanti ne entrano». Ne beneficeranno così anche tanti precari. Come un 54enne ex imprenditore di Inverno che ha pagato fino all'ultimo stipendio i suoi dipendenti, poi ha chiuso la fabbrica ritrovandosi anche lui senza lavoro. Da anni è precario alla Galbani ed ora spera di poter entrare a tempo determinato. I termini dell'accordo verrano spiegati nei prossimi giorni negli stabilimenti di Corteolona e Giussago. ©RIPRODUZIONE RISERVATA