Cantina Sociale, gli studenti progettano il restauro
STRADELLA «La Cantina Sociale è un pezzo di storia di Stradella. È davvero un peccato vederla ridotta così». È questa la reazione della cittadinanza di fronte allo stato di degrado del complesso di via Nazionale. Tutti auspicano che la struttura venga recuperata, anche se il progetto di nuovi insediamenti residenziali non piace, vista la grande quantità di immobili ancora invenduti e cantieri aperti in città. Già negli anni scorsi l'istituto "Faravelli" aveva pensato ad un progetto di riqualificazione della zona, puntando però ad un utilizzo socio-culturale. «Ritenevo di coinvolgere i geometri in questa iniziativa – spiega la preside Piera Capitelli –. La mia idea era quella di creare all'interno dell'area un centro di aggregazione giovanile, per tutti i ragazzi della città, che però potesse diventare anche un luogo polifunzionale, destinato ad eventi pubblici. Non so cosa ne pensa la proprietà, però mi sembrava un'area da far progettare direttamente ai giovani per loro stessi». Ma c'è anche chi vorrebbe vederci all'interno qualcosa ancora legato alla promozione del vino e dei prodotti locali: un punto di degustazione, un museo del vino, oppure un polo di istruzione superiore, con indirizzi in Enologia. Ma il complesso potrebbe anche ospitare il museo della fisarmonica, ora ridotto in poche stanze al piano superiore del Centro polifunzionale di via Montebello. Difficilmente questi progetti saranno realizzati in quest'area, ma l'intento è quello di suggerire alla proprietà di non destinare il progetto alla sola utilità residenziale. «Sarebbe stato un bel luogo per l'Expo – conclude la preside –. Spero di ottenere un finanziamento per la scuola, coinvolgendo anche il liceo di Broni, per un progetto di valorizzazione del nostro territorio». (o.m.)