Gli studenti delle elementari creano un gioco con i detenuti

VIGEVANO «Il gioco è una metafora della vita: se vuoi giocare, e quindi vivere, devi accettarne le regole». Così Davide Pisapia, direttore del carcere dei Piccolini ha riassunto il progetto, durato quasi un semestre, che ha coinvolto gli alunni della VªB della scuola elementare Regina Margherita e alcuni detenuti. Mentre i bambini studiavano la figura di Leonardo Da Vinci, i detenuti frequentavano un corso, con Enaip, di tecniche di illustrazione giochi da tavolo. L'incontro tra le due realtà ha generato "VinciLeonardo", un gioco da tavolo su Vigevano e Leonardo che ricorda il Gioco dell'oca e il Trivial Pursuit. Motore propulsore del progetto è stata l'associazione culturale "La Ruota" di Luigi Chiesa e Genesio Manera, e fondamentali sono stati i contributi dei vari sponsor. Un percorso che si è "concluso" lunedì con l'incontro dei bambini con Abdullahi Ahmed Mahdi, 23 anni della Somalia, detenuto prima a Vigevano ed ora a Bollate. «Temevamo la reazione dei genitori a questa proposta – ha detto Maria Grazia Fontana, vicepreside dell'istituto – invece c'è stato pieno appoggio e fiducia nelle insegnanti».