Padoan: ci sono i margini per rivedere i tempi del risanamento
Mentre l'Europa torna a chiedere all'Italia sforzi per riforme nel rispetto completo dei vincoli di bilancio, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan individua un canale per avviare con Bruxelles quel dialogo che potrebbe portare alla tanto agognata flessibilità: esiste, spiega, una «possibilità di modulare i tempi dell'aggiustamento strutturale», mantenendone ovviamente la «direzione». Un discorso che Padoan chiarisce in modo così esplicito per la prima volta. L'Italia non può, in base ai vincoli europei, aumentare il deficit portandolo vicino al 3% e non può nemmeno ignorare l'impegno a ridurre il debito. Per questo anche ieri il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ricorda al governo la difficile sfida che ha davanti: «attenersi agli accordi (di bilancio, ndr) e alle procedure e di fare le riforme affinchè tutti diventiamo più competitivi». Posizione ribadita anche dal Commissario Ue agli Affari monetari Olli Rehn. Padoan rassicura però sulle coperture per le riforme in cantiere: «Tagli permanenti di tasse saranno finanziati da tagli permanenti di spesa», spiega. Ma per l'Italia, si apre uno scenario possibile che potrebbe darle più ossigeno tra qualche mese. È il ministro ad indicare la via: «Ci sono margini che legano lo sforzo di riforme strutturali, le condizioni eccezionali del debito, alla possibilità di modulare i tempi dell'aggiustamento strutturale, non la direzione». Ovvero: si possono rivedere, assieme a Bruxelles, i tempi di riduzione del debito e del raggiungimento del pareggio di bilancio, visto che le riforme messe in cantiere, come il taglio del cuneo, sono «già un aggiustamento strutturale».