Dramma lavoro, Renzi: «Più flessibilità»
di Maria Berlinguer wROMA Ancora disoccupazione record, per l'Istat siamo al 13 per cento, il tasso più alto dal 1977. «Numeri sconvolgenti» ammette Matteo Renzi che da Londra promette: «Vedrete come tornerà sotto la doppia cifra in qualche mese». Salvo poi precisare che per vedere i disoccupati scendere davvero sotto la soglia del 10% ci vorrà più di qualche mese e che «l'orizzonte è il 2018». Il bollettino di guerra che l'Istat stila ogni mese raggiunge il premier a Londra, dove è volato per incontrare il primo ministro David Cameron. E tra i due è subito intesa. Sulle riforme e sulla visione dell'Europa. «Dobbiamo costruire un'Europa diversa contro chi ha paura di cambiare», dice Renzi in perfetta sintonia con il credo di Cameron e delle stragrande maggioranza dei sudditi di Sua Maestà. Cameron cerca sponde nella Ue e in Renzi ne trova subito una. «We want better not more Europe», dice in inglese il giovane premier italiano, ovvero: «Vogliamo un'Europa migliore non più Europa». I due premier si chiamano per nome e scherzano sulla sfida attesa per il 14 giugno ai mondiali tra Inghilterra e Italia, scambiandosi attestati di stima ed elogi. «Io sono di centrodestra, lui di centrosinistra ma siamo impegnati entrambi nelle riforme», assicura Cameron. «Nel 2011 l'UK era all'11% e l'Italia all'8,4% ora loro sono al 7 e noi al 12,3%, è il momento di mettersi a correre», avverte Renzi complimentandosi con il primo ministro inglese per la perfomance sull'occupazione. «In questi anni abbiamo perso troppa strada, dobbiamo metterci a correre seguendo un percorso condiviso con Ue e partner, basato sulla crescita e non sulla burocrazia, il processo di riforme è condizione per l'Italia per affrontare insieme le riforme di cui l'Europa ha bisogno», spiega. Ed è proprio la riforma del lavoro la priorità per il nostro Paese. Le ricette di questi anni sono sbagliate, avverte, come dimostrano i drammatici dati sulla disoccupazione che continua a crescere. «Abbiamo un mercato in cui manca flessibilità, le statistiche hanno visto crescere la disoccupazione nonostante le tante regole fatte avrebbero dovuto migliorare il quadro del gioco, le regole di questi anni sono sbagliate perché hanno creato più burocrazia non risolvendo i problemi: servono semplicità e maggiore rapidità», dice, parlando ai giornalisti subito dopo aver lasciato abbagliato dai flash dei fotografi il mitico portone numero 10 di Dowing Street. Ai giornalisti il premier espone il suo programma di governo sul lavoro, perché la disoccupazione «è il problema principale del Paese». Soprattutto tra i giovani. Per l'Istat la disoccupazione giovanile è al 42,3% e i senza lavoro tra i 15 e i 24 anni tocca le 678 mila unità. «La nostra scelta è stata un decreto legge, già approvato, su contratti a termine e sull'apprendistato e ora ci sarà la legge delega sulla riforma del lavoro per invogliare le imprese a investire in Italia», ricorda. «Molti investitori stanno scommettendo sul futuro dell'Italia, la considero una cosa positiva, c'è un grande interesse verso l'Italia», aggiunge, confermando che l'orizzonte del governo è il 2018 e che il nostro Paese vuole investire sul suo futuro e non solo pagare i debito del passato». In Italia, sottolinea ancora Renzi, abbiamo 2.100 articoli nel codice del lavoro, «noi pensiamo di ridurli a 50, 60, traducibili anche in inglese, che assicurano tempi rapidi», scherza. Cameron elogia il coraggio di Renzi e gli dà una totale apertura di credito sulla sua capacità di riformare il suo Paese. Del resto Renzi arriva a Londra dopo il voto francese e il rischio del populismo è forte in tutta l'Europa. «L'Europa arranca dietro l'Asia, per questo ci devono essere riforme anche a Bruxelles», avverte Cameron preoccupato dalla crescita anche nel regno Unito dei movimenti nazionalisti e contrari all'Europa. «La presidenza italiana sarà importante perché Matteo vuole mettere crescita e lavoro come temi centrali e noi concordiamo», dice il premier britannico. I due leader parlano anche di Ucraina e di G7. Ma solo sulla futura sfida Italia-Inghilterra non c'è concordia: «Non possiamo essere d'accordo su tutto, sarà una bella sfida», scherza Cameron. La partita «non sarà un problema per la nostra alleanza», aggiunge il premier. In serata Renzi ha cenato con l'ex premier inglese, Tony Blair. Prima però ha incontrato all'ambasciata italiana il leader laburista Ed Milliband, detto il rosso. «Matteo ha un'agenda che sorprende, è pieno di energia; noi del Labour sosteniamo la sfide che l'Italia sta affrontando», dice. ©RIPRODUZIONE RISERVATA