Ospedale di Stradella «Quei 40 minuti dentro l'ascensore»
L'ospedale unificato di Broni-Stradella è stato inaugurato il 20 marzo 2009, alla presenza dell'allora presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dopo quattro anni di lavori. In totale il nuovo presidio ospedaliero è costato 30 milioni di euro, di cui 22 a carico dello Stato e 8 a carico della Regione. I posti totali sono 107, suddivisi in quattro reparti di degenza (Medicina Interna, Chirurgia, Ostetricia-Ginecologia e Ortopedia-Traumatologia). Oltre a questi, poi ci sono i servizi ospedalieri senza degenza e i servizi speciali di cura (Dialisi, Nutrizione, Radiologia, Neonatologia, Laboratorio analisi) nonchè il Pronto soccorso. Attualmente altri 20 posti letto di lungodegenza si trovano nella struttura dell'ex ospedale di Broni. di Donatella Zorzetto wSTRADELLA Bloccati in ascensore per circa 40 minuti. In undici, pigiati gli uni contro gli altri e contro le pareti, ad attendere i soccorsi che non arrivavano. È una donna di Cava Manara, finita tra quelle 11 persone, a raccontare l'incubo di cui è stata involontaria protagonista sabato scorso all'ospedale di Stradella. Una struttura, il nosocomio stradellino, inaugurata cinque anni fa ma, a detta di molti, frequente bersaglio di disfunzioni. Tra cui, appunto, quelle agli ascensori che – spiegano gli stessi operatori – «si guastano anche una volta alla settimana». «È stata un'esperienza che a raccontarla non ci si crede – spiega la donna pensando a quell'incidente –. Siamo saliti, eravamo in tanti, per la precisione dieci più una bambina. Abbiamo pigiato il pulsante e la porta si è chiusa, tutti costretti in uno spazio minimo. Improvvisamente l'ascensore si è fermato, bloccato. Ed è stato il panico. Ad un primo momento di imbarazzo è seguito il timore, la paura di non uscire più da quella "scatola". Allora abbiamo urlato, chiesto aiuto». «Qualcuno se ne è accorto, e da fuori ci diceva che stavano cercando un tecnico dell'ascensore, ma che ci sarebbe voluto molto. Poi un signore, spostandosi per cercare il campo con il cellulare, dopo vari tentativi, è riuscito a chiamare i vigili del fuoco». Il tecnico incaricato della revisione degli ascensori e della riparazione in caso di guasto arriva da Mornico Losana, hanno spiegato gli operatori che hanno vissuto il problema. Perciò si è rivelato più veloce l'intervento dei vigili del fuoco. «Alla fine, appunto dopo una quarantina di minuti, ci hanno liberati – conclude la donna –. Ma è stato un incubo: la gente sudava ed era spaventata, la bambina piangeva. Mi chiedo come si faccia a non intervenire tempestivamente in situazioni come queste, considerato che negli ascensori di un ospedale potrebbero salire anche persone ammalate, magari cardiopatiche, che quindi in quella situazione potrebbero stare veramente male». L'Azienda sanitaria, di cui è direttore Daniela Troiano, interpellata sull'accaduto, non ha dato risposte, anche se c'è chi ieri sosteneva che il tecnico fosse arrivato sul posto a 13 minuti dalla chiamata. Intanto tra gli operatori di Stradella c'è chi fa presente che la situazione in cui versa la nuova struttura sanitaria dell'Oltrepo non è per nulla confortante. «L'ospedale è nuovo, ma spesso gli ascensori si guastano e le porte si bloccano – spiega il personale –. Quello di sabato è stato un chiaro esempio di quanto spesso accade. Il tecnico abita a Mornico Losana, quindi non può essere sul posto velocemente. E lo dimostra il fatto che siano arrivati prima i vigili del fuoco. In caso contrario non sappiamo come sarebbe finita: certamente per quei poveretti l'incubo sarebbe proseguito». ©RIPRODUZIONE RISERVATA