Omicidio, ora Brega si difende
PAVIA Dopo la richiesta di ergastolo dell'accusa, ora tocca alla difesa di Pier Paolo Brega Massone, il medico pavese ed ex primario della chirurgia toracica della clinica Santa Rita a processo per omicidio volontario. L'udienza di ieri davanti alla corte d'assise milanese è stata dedicata agli interventi dei difensori Luigi Fornari e Tiziana Bellani, che hanno sostenuto l'infondatezza dell'accusa (al medico vengono contestati quattro omicidi volontari per effetto dell'esistenza del dolo eventuale in una serie di interventi chirurgici ritenuti inutili e pericolosi per i pazienti). Gli avvocati hanno ricostruito uno ad uno gli interventi dei medici escludendo ogni irregolarità. «Brega Massone potrebbe aver commesso degli errori», ma questi «apparterrebbero all'ambito della colpa e dell'imprudenza e non a quello del dolo – ha sostenuto l'avvocato Fornari –. Sono state scandagliate centinaia di cartelle cliniche e nessun chirurgo ha mai visto un esame così attento della propria vita professionale». «Siamo coinvolti in una storia incredibile – ha esclamato Brega Massone in una pausa del processo –, un quadro accusatorio assurdo e che pone un medico di fronte a reati del tutto senza senso. Purtroppo c'è un altro aspetto incredibile in questa vicenda: la decisione della corte d'assise di respingere la richiesta avanzata dalla difesa, che chiedeva lo svolgimento di una perizia». Gli interventi della difesa proseguiranno la settimana prossima, il 7 aprile, quando i legali faranno la richiesta di assoluzione per Brega Massone. La sentenza dovrebbe arrivare entro la fine del mese di aprile.