Francia, Hollande riparte da Valls socialista "di destra"

di Lorenzo Robustelli wPARIGI François Hollande, sconfitto duramente alle elezioni amministrative, «riceve il messaggio» e cambia cavallo. Puntando sugli spagnoli. Fa dimettere il governo di Jean-Marc Ayrault e nomina premier Manuel Valls, rampante ministro degli Interni, 51 anni, ma francese solo da 31: è nato a Barcellona ed ha preso la nuova nazionalità a vent'anni. Anche a Parigi la faccia dei socialisti è salvata da una candidata nata oltre i Pirenei, Anne Hidalgo. I risultati elettorali (e i sondaggi sul gradimento) sono stati espliciti, per Hollande è ora di cambiare tutto, se vuole avere una speranza di un futuro politico per se e per il partito socialista. Il secondo turno delle amministrative non ha fatto il miracolo, la sinistra ha perso ben 155 municipi con più di 9mila abitanti. La destra moderata dell'Ump è arrivata in testa a livello nazionale con il 45,91% dei voti, mentre i socialisti ne hanno ottenuto il 40,57%. L'estrema destra del Front National, che si presentava solo in 600 comuni, ha raccolto quasi il 6,8%, che Marine Le Pen rivendica come il «miglior risultato della sua storia», con una quindicina di sindaci eletti. Ai socialisti, per il rotto della cuffia, è rimasta la consolazione di tenere Parigi, con Anne Hidalgo, che sarà la prima donna a guidare la capitale, e Strasburgo. «Ho ricevuto il messaggio chiaro inviato dagli elettori», ha detto il presidente che in serata ha inviato un messaggio in diretta tv ai suoi concittadini, annunciando la nascita di un «governo di battaglia», «ristretto». «Ho affidato a Manuel Valls la missione di guidare il governo della Francia», ha detto confermando le indiscrezioni che circolavano sin da domenica. Il governo «sarà una squadra compatta, coerente e coesa, che avrà il compito di raggiungere tre obiettivi», ha detto il presidente: «Ripristinare la forza della nostra economia, garantire la giustizia sociale e assicurare la serenità» dei francesi. Il nuovo premier è molto discusso nella politica francese. Ha la fiducia di molti, ma tanti non lo amano per niente. Per il suo stile diretto è stato paragonato a Matteo Renzi. Valls si definisce un «socialista di destra», con posizioni simili a quelle del britannico Tony Blair, in particolare per l'economia. Su di lui, che si presentò alle primarie presidenziali nel 2011 raccogliendo solo il 6%, pesa ora la responsabilità di risollevare le sorti del Ps e di tutta Francia, i cui conti vanno peggio del previsto, con un deficit al 4,3% del Pil nel 2013, oltre le peggiori aspettative. Per la leader del Fronte Nazionale Marine Le Pen con il nuovo premier «non cambierà nulla. I francesi attendono un cambio della politica, non un bazar governativo».Hollande ha promesso ai francesi «un patto di solidarietà» e alle imprese uno di «responsabilità». Il primo avrà al centro «l'istruzione e la formazione dei giovani», ha spiegato il presidente. «Il secondo pilastro sarà la sicurezza sociale con la priorità accordata alla Sanità», poi ci sarà «un aumento del potere d'acquisto dei francesi entro il 2017 e un abbassamento rapido dei contributi versati dai dipendenti». lorenzo@robustelli.eu ©RIPRODUZIONE RISERVATA