Piedibus a Garlasco, un record

GARLASCO Scoppia la primavera con il Piedibus di Garlasco: quasi 200 bambini ieri si sono presentati all'appuntamento con il lungo serpentone che si snoda lungo il centro cittadino per arrivare fino alle scuole primarie di via Toledo. Cura dell'ambiente, socializzazione, ma soprattutto un occhio alla salute e al movimento: sono questi i cardini che fanno delle elementari garlaschesi una delle eccellenze provinciali in tema di educazione dei più piccoli. "Abbiamo ricevuto di recente la telefonata da parte dell'Azienda Sanitaria Locale a confermarci la nostra posizione tra "i primi della classe" in termini di educazione alla salute - conferma la responsabile del plesso Rita Motta - il Piedibus è uno dei momenti che riscuote più successo e soprattutto in primavera abbiamo tantissimi partecipanti, di iscritti sono 170, ma ieri mattina ce n'erano molti di più". Tre punti di ritrovo per il servizio che permette agli alunni di raggiungere le scuole senza farsi accompagnare da mamma e papà e rigorosamente a piedi: piazza Vittoria alle ore 7,55, piazza Repubblica alle 8 e Largo I maggio alle 8,03: «I genitori che vogliono accompagnarli possono andare solo in coda al Piedibus - prosegue l'insegnante - si tratta di un momento anche per spronarli ad essere autonomi, i bambini sono sempre più "piccoli" più andiamo avanti, durante il percorso devono solo stare attenti alle regole della strada, non devono nemmeno portare le cartelle che vengono trasportate con un pulmino». Educazione civile e un po' di autonomia grazie alla partecipazione di volontari civici, agenti della polizia locale ed insegnanti: «Il Piedibus va avanti fino alla fine di maggio, perché le premiazioni vengono fatte a giugno - rivela la maestra Rita - decideremo più avanti chi premiare, di solito si festeggia il gruppo classe più numeroso e anche i singoli che collezionano più presenze». Quest'anno però non c'è più la "Pieditessera", il cartellino dove segnare le presenze con un foro, qualcuno "barava". Saranno le maestre a segnare le presenze una volta arrivati a scuola con la propria pettorina fosforescente: «E' vero, è sempre più difficile far rispettare le regole, noi proviamo a fare la nostra parte per il rispetto dell'ambiente, il movimento, le lezioni dello star bene con gli animali, la prevenzione medica per denti e udito, ma la maggior parte del percorso formativo dei bambini è concluso ai sei anni - precisa la responsabile - alcuni arrivano autonomi e con senso di responsabilità alle primarie, altri invece sono tecnologici perché giocano con computer, i-pad e cellulari, ma di usarli a dovere non se ne parla». Maria Pia Beltran