I colleghi: «Una persona gentile»

PAVIA «Una persona buona, gentile, sempre disponibile e che si faceva volere bene da tutti». Così i colleghi descrivono il finanziere Cosimo Picone che, ieri mattina, si è tolto la vita sopraffatto da un malessere che lo ha consumato in silenzio, forse per mesi. E di cui nemmeno i colleghi si erano accorti. «L'ho incrociato l'altro ieri, in una strada del centro – racconta un collega –. L'ho salutato e gli ho chiesto come andava, sembrava non ci fossero problemi. Non immaginavo niente del genere. E' una tragedia terribile». Picone non aveva un ruolo operativo e quindi fuori dal suo uffici si vedeva poco. La notizia ha lasciato sgomenti soprattutto coloro che lavorano più a stretto contatto con lui, al Nucleo di polizia tributaria. La notizia della scomparsa del finanziere ha destato grande impressione e sconforto tra i colleghi della caserma delle Fiamme gialle del comando provinciale di corso Garibaldi. Lo stesso colonnello Cesare Marangoni, il comandante provinciale della Guardia di finanza, è tornato subito al lavoro a Pavia, ed è andato a portare conforto ai familiari più stretti, alla moglie in particolare. Gli uomini delle fiamme gialle adesso cercheranno di stare il più vicino possibile alle persone che sono state maggiormente colpite dalla scomparsa del maresciallo. Un uomo che i finanzieri conscevano da diversi anni. Un uomo buono e gentile che aveva un ottimo rapporto con tutti. Sulle cause del suicidio il lavoro, ovviamente, non c'entra. Dai primi riscontri investigativi sembra che la situazione personale abbia avuto un peso diventato impossibile da superare. Pochi mesi fa il finanziere aveva perso la madre, un dolore che lo aveva provato moltissimo anche da un punto di vista psicologico. (a. a. e m.f)