Terzo mandato non cambia le liste

LOMELLO Le trattative elettorali nei Comuni con meno di tremila abitanti sono condizionate dal voto del Parlamento. Il Senato ha approvato il terzo mandato per i sindaci: ora il testo passa alla Camera, che dovrà approvarlo senza modifiche entro lunedì 7 aprile affinché possa aver efficacia per i Comuni che andranno al voto il 25 maggio. Ma l'approvazione definitiva appare scontata. Alcuni sindaci potranno rimettersi in gioco, mentre altri preferiscono lasciare il posto ai "delfini" designati da tempo. A Lomello, 2.500 abitanti, Giuseppe Piovera ha fatto sapere che si ritirerà dalla vita pubblica dopo dieci anni alla guida del paese. Per il momento sembrano due le liste in gioco: quella di Giampaolo Piovera e quella dell'ex assessore Silvia Ruggia. Anche nella vicina Ferrera, 1.200 abitanti, il sindaco uscente Giovanni Fassina punterà tutto sul suo vice, Roberto Scalabrin. «Abbiamo deciso da tempo la lista – spiega – e quindi lasceremo tutto com'è, nonostante la modifica della normativa». A Candia, 1.600, abitanti, l'abolizione del vincolo del secondo mandato pare rimescolare le carte all'interno della maggioranza. Fino a qualche giorno fa Carlo Brocca stava per lasciare il posto a Stefano Tonetti, ma ora la successione potrebbe non essere così scontata. Chi invece dirà addio al municipio dopo due mandati sarà Edoardo Chiodi, dal 2004 a capo di Gambarana, 230 abitanti. «Ormai la mia esperienza l'ho fatta – dice il sindaco, 75 anni – Fra l'altro, dopo aver perso mia moglie sono rimasto solo in paese. Appena concluse le elezioni mi trasferirò da mio figlio a Novi Ligure e, mio malgrado, dovrò dire addio a Gambarana e alla Lomellina». Sembra dunque scontata la candidatura di Edoardo Andrea Negri, vice sindaco uscente. Invece, il voto del Parlamento fa sorridere Fabrizio Crepaldi, che tornerà a guidare la lista Giovani per Valeggio. A Valeggio, 250 abitanti, la maggioranza uscente era alla ricerca del successore di Crepaldi, ma il via libera della Camera dissiperà ogni dubbio. Umberto De Agostino