È l'anno del sorgo e dell'erba medica

PAVIA Aumenterà il riso da interno, mancheranno le bietole e si assisterà a un mini-boom dell'erba medica. Nessun problema per il mais. Queste le previsioni di semina degli agricoltori pavesi, lomellini e oltrepadani, già all'opera nei lavori preliminari di aratura e di livellatura dei terreni. Qualche certezza sembra esserci. «Sul riso riscontriamo uno spostamento delle semine di un 25% sulle varietà di mercato interno con la preoccupazione di ripercussioni sui prezzi in autunno», dice Giovanni Premoli, vice presidente della Cia Pavia. Le varietà da risotto, quelle più pregiate come Carnaroli, Arborio e Baldo, sono date in aumento, al contrario di quelle da esportazione. Prospettiva confermata anche dall'Associazione industrie risiere italiane, guidata dal robbiese Mario Preve: «La previsione delle prossime semine segnala un calo del 20% dei risi Indica a vantaggio delle varietà da interno». Secondo Coldiretti, il riso tiene abbastanza bene: «Segno che quando il mercato tira i produttori rispondono ». La domanda che tutti si pongono è se le superfici si ridurranno drasticamente, come successe l'anno scorso, oppure se Lomellina e Pavese manterranno i 74mila ettari, cifra che catapulterebbe ancora Pavia sull'olimpo della risicoltura italiana ed europea davanti alla storica rivale Vercelli. Passando all'ex bacino saccarifero di Casei Gerola, quest'anno sono stati investiti 1.650 ettari di bietole a fronte dei circa 3mila richiesti. «E' probabile che le non esaltanti quotazioni dei cereali primaverili abbia reso conveniente investire in bietole nelle zone limitrofe all'impianto di San Quirico, lasciando poco spazio agli investimenti nell'Oltrepo occidentale», aggiunge Premoli. Anche Monica Rosina, segretario Coldiretti di Voghera, lamenta problemi nell'area del Vogherese, dove i terreni sono ancora allagati per le abbondanti piogge e dove si teme in particolare per il mais e l'erba medica: «Ci segnalano problemi a Silvano Pietra, Corana, Pizzale e Cervesina, dove alcuni campi drenano ancora poco; se la situazione non migliora, alcune colture potrebbero essere a rischio». Sempre qui gli agricoltori sono in attesa di piantare il sorgo da fibra. «Le semine inizieranno dal 15 aprile – commenta Bruno Marioli, funzionario di Confagricoltura – Sono venti le aziende che hanno aderito alla sperimentazione per un totale di circa 42 ettari. La sperimentazione riveste una notevole importanza nel bacino ex bieticolo-saccarifero perché segue gli accordi di filiera e di riconversione raggiunti tra la parte industriale e la parte agricola per la riconversione dell'ex zuccherificio». Per il resto, si stima un maggior impegno nell'erba medica (14mila ettari), visti anche i favorevoli prezzi del 2013, e un maggior investimento in colture relativamente nuove come quella dei ceci. «Dalle prime indicazioni di massima sembra un discreto calo del frumento, mentre la soia sembra tenere», spiega Enrica Omodei, segretario Coldiretti della zona di Vigevano. Anche per il mais ci sono le prime conferme, sebbene sembri esserci più voglia di mais da granella (24mila ettari) che da trinciato (14mila ettari). Umberto De Agostino