Baroni: «I velok sono legittimi»
VIGEVANO «Gli speed-check (conosciuti anche come velok, ndr) posizionati a Vigevano sono a norma, se non lo fossero non li avremmmo fatti installare». L'assessore alla viabilità, Luigi Baroni, risponde così ai dubbi espressi in Consiglio da Andrea Di Pietro (Fi), sulle coloninne arancioni che, a rotazione, vengono dotate degli strumenti per la rilevazione della velocità. E che, dopo l'imbrattamento dei vetri da parte di qualche contestatore ignoto, e la successiva pulizia, in alcune zone sono stati sporcati di nuovo. Di Pietro sostiene che le colonnine non siano a norma, come sostenuto da varie parti, anche a livello nazionale. «In molte città – ha sottolinato il consigliere comunale – sono stati tolti per questa ragione». Ma Baroni ha difeso la scelta dell'amministrazione comunale: «Si tratta di strumenti che fanno parte di un Piano nazionale di sicurezza approvato e co-finanziato dalla Regione. Se non fossero a norma, non sarebbero nemmeno stati finanziati questi strumenti». L'assessore Baroni ha ribadito, inoltre, che «i prevelox non hanno una funzione repressiva, ma preventiva, e hanno solo lo scopo di ridurre la velocità delle automobili in città». Dal momento in cui sono entrati in funzione, fino a ieri, non è stata elevata alcuna multa con gli speed-check (dato fornito dalla polizia locale). Circa il costo sostenuto per le colonnine arancioni da parte del Comune, l'assessore Baroni ha detto in Consiglio che l'ente ha speso circa 15.700 euro per averli (le postazioni sono diciassette), perché una parte (il 45%) è stata pagata dalla Regione. (d.a.)