Impianto fanghi a Mortara si muove il fronte del «no»

MORTARA Una dozzina di sindaci lomellini aderenti al Cipal ha respinto l'impianto di lavorazione di fanghi biologici della ditta bergamasca Ecotrass. Nei prossimi giorni una delegazione composta da Ernesto Prevedoni Gorone (Sartirana), Lina Tamara Iori (Castello d'Agogna) e Romeo Zone (Sant'Angelo) raggiungerà Pavia per riportare la decisione all'assessore provinciale all'Ambiente, Michele Bozzano. La decisione è stata presa l'altra sera in una riunione svoltasi nella sede del Consorzio intercomunale per un piano di sviluppo dell'alta Lomellina. L'impianto che dovrebbe produrre 60mila tonnellate annue di fanghi destinati all'agricoltura sta dividendo il consorzio, cui aderiscono 24 Comuni guidati dal presidente Giuseppe Colli, sindaco di Cilavegna. A Mortara i rappresentanti della ditta con sede a Carvico avevano di recente illustrato il progetto già presentato alla Provincia, ma contestato da più parti. Ora arriva il «no» di gran parte dell'assemblea. «Abbiamo manifestato la nostra contrarietà a un impianto che non serve alla Lomellina», sintetizza Prevedoni Gorone. All'inizio del mese il Cipal aveva registrato un'assemblea infuocata. Al termine dell'intervento tecnico sull'impianto, i sindaci avevano chiesto una sospensione. Tornati in assemblea, i delegati avevano scelto di rinviare ogni provvedimento e di stendere un documento. L'altra sera il documento è arrivato e si affianca a quelli del Comune di Mortara e della Provincia, che da settimane hanno espresso parere contrario. Il tema dell'impianto sta dividendo la Lomellina. La Ecotrass vorrebbe costruire su un terreno di 20mila metri di proprietà Cipal: favorevoli il presidente dell'assemblea, Colli, e il presidente del consiglio d'amministrazione, Giorgio Caresana; sull'altro fronte numerosi sindaci e associazioni ambientaliste. Umberto De Agostino