«Processate Tedesi per Montecity»

PAVIA È cominciata ieri l'udienza preliminare per Claudio Tedesi, l'ingegnere di 54 anni e direttore generale di Ams Pavia (ora sospeso), per il quale la procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio. Tedesi, che a gennaio era finito ai domiciliari, è sotto indagine per la bonifica dell'ex Sisas di Pioltello, ma rischia il processo per un'altra vicenda. Il caso è quello delle presunte irregolarità legate alla bonifica dell'area Montecity-Santa Giulia e all'ipotesi di smaltimento illecito di rifiuti e di discarica abusiva. Un filone di indagine che si era sviluppato dall'inchiesta madre della procura di Milano su un giro di fondi neri realizzati attorno alla bonifica. Gli accertamenti dell'Arpa avevano rilevato la presenza, nel sottosuolo, di materiali pericolosi, come il cloruro di vinile, solventi e tricloro metano. La falda sotterranea, secondo i magistrati, era stata controllata solo una volta durante la bonifica e poi «dimenticata». Tedesi si era già difeso, dopo l'avvio delle indagini, spiegando di non essersi mai occupato del monitoraggio, ma solo del piano di scavo dei box interrati, previsti nel progetto edilizio. Spiegazioni che la difesa, sostenuta dall'avvocato Matteo Uslenghi di Milano, sta ribadendo nell'udienza preliminare cominciata ieri e che proseguirà lunedì prossimo. Tedesi rischia il processo mentre è in corso l'indagine sull'altro caso, relativo alla bonifica dell'ex Sisas di Pioltello, un progetto da 120 milioni di euro che ha spinto i magistrati, lo scorso gennaio, ad arrestare sei persone, tra funzionari pubblici e titolari di impresa, per le accuse di traffico illecito di rifiuti, corruzione, falso collaudo, tentata turbativa d'asta e tentata truffa. Le accuse a carico di Tedesi riguardano il ruolo di tecnico del Commissario straordinario Luigi Pelaggi, il dirigente del ministero dell'Ambiente incaricato nel 2010 di portare a termine la bonifica dell'area. «Abbiamo prodotto una memoria difensiva, per cercare di dimostrare che non c'è stato alcun contributo di Tedesi in questa vicenda – aveva spiegato il legale Uslenghi, che difende Tedesi insieme all'avvocato Massimo Dinoia –. Abbiamo ricostruito il suo ruolo e i suoi interventi, ma le stesse contestazioni si riferiscono a fatti marginali e con un profilo molto tecnico». In sintesi, vengono contestati dei cambi di codice dei rifiuti e presunte irregolarità per lavori complementari, che sarebbero stati progettati dopo la conclusione dei primi lavori. (m. fio.)