Villanova, amianto e fusti sospetti lasciati nel campo

di Linda Lucini wVILLANOVA D'ARDENGHI Lastre intere di amianto spezzate che affiorano dalla terra, grossi bidoni azzurri dal coperchio arrugginito e dal contenuto sospetto e poi ancora sfoglie e sfoglie di onduline sparse nella campagna. E' quanto si vede di fronte a via San Cristoforo Martire nel quartiere industriale di via della Stazione. Un'area di circa trecento metri quadrati completamente invasa dai rifiuti pericolosi. E per fare capire quanto quella discarica sia a rischio è stata delimitata con una recinzione di plastica arancione e sono stati posizionati alcuni cartelli che invitano a non avvicinarsi alla zona: segno che chi ha abbandonato quell'ingente quantità di rifiuti dannosi per la salute pubblica ne conosceva benissimo la pericolosità. Nessuno nella zona ha visto quando il materiale è stato scaricato e nessuno si è accorto del passaggio di camion carichi di questo materiale dannoso. Probabilmente lo scarico abusivo è stato fatto in piena notte, ma pare comunque insolito che nessuno nella zona industriale si sia accorto delle rumorose e inevitabilmente lunghe operazioni di scarico di tutto quel materiale. Il campo zeppo di amianto si trova esattamente dietro la ditta Tpv che produce materie plastiche. Tra l'altro vicino ci sono campi coltivati e da quelle parti passa anche un fosso dal quale gli agricoltori prelevano acqua per irrigare. A due passi poi c'è la ferrovia. «Da mesi quei rifiuti sono lì – dice una donna che abita in zona – Nessuno fino ad ora è intervenuto». «Siamo stufi di vedere situazioni del genere, qui ci va di mezzo la nostra salute. Se poi ci ammaliamo di tumore, ci sarà un perchè visto che abbiamo sotto casa tutta quei rifiuti pericolosi», aggiunge una vicina. A rendere la situazione ancora più particolare è il fatto che prima quei rifiuti stavano a cielo aperto, oggi invece sono malamente ricoperti da un telo di plastica. Il sindaco Claudia Mussi dice che «manderà il vigile a controllare» e per maggiore sicurezza chiede anche l'invio di una mail agli uffici comunali con le fotografie della discarica. Lei dice di non essere a conoscenza di quella discarica che, stando alle testimonianze, da mesi occupa un pezzo di campagna. «Ad ogni modo - dice ancora Claudia Mussi – c'è una procedura per l'eliminazione dell'amianto, se sarà il caso la seguiremo». Certo è che in un paese di meno di 800 anime nessuno si accorga dello scarico di una quantità spropositata di rifiuti pericolosi. E quel che preoccupa non è soltanto l'amianto deteriorato che con le sue fibre killer non perdona, ma anche quei fusti azzurri dal contenuto sconosciuto. Qualsiasi sostanza sia nascosta in quei bidoni, viste le condizioni in cui si trovano i coperchi pieni di ruggine, è facilmente finita nel terreno. L'unica speranza è che non si tratti di materiale particolarmente nocivo e soprattutto che il contenuto non sia finito ad inquinare il vicino fosso irriguo o addirittura la falda acquifera. In paese qualcuno ricorda che in quegli campi anni fa furono effettuati altri scarichi pericolosi.