Mercato della casa Si torna a comprare trasferendosi a Pavia
di Marianna Bruschi wPAVIA Con 251 euro all'anno gli studenti raggiungono dai comuni attorno a Pavia le scuole del capoluogo. Se devono prendere un pullman invece che il semplice bus cittadino si pagano 40 euro al mese. Chi si sposta in auto deve fare i conti con i chilometri e dunque con la benzina. Il costo degli spostamenti, i servizi scarsi. Sono alcune delle motivazioni che spiegano i dati presentati ieri nella sede dell'Ascom dalla federazione italiana mediatori agenti d'affari. In sintesi: si torna ad abitare a Pavia città, mentre cala il numero delle compravendite nella cintura. In un quadro complessivo che racconta una diminuzione delle vendite, passate (dato provinciale) dalle 6982 del 2010 alle 4048 del 2013. Un calo del 42 per cento. Per Pavia città qualcosa sta cambiando. Nel 2012 le compravendite sono state 795 (il 25 per cento in meno rispetto all'anno precedente), mentre nel 2013 si è passati a 820. «Il centro sta soffrendo meno della periferia – spiega vicepresidente dell'associazione, Davide Bisi – Va detto che il desiderio di cambiare casa è rimasto immutato, ma si sono complicate le modalità di accesso ai mutui, poi c'è il lavoro precario. Tutti fattori non legati al settore immobiliare ma capaci di influenzarlo. E a queste condizioni prevale la scelta dell'affitto». Nelle 820 compravendite in città «c'è un valore attorno all'uno per cento di vendite intorno al milione di euro, se non oltre – spiega Bisi – questo per dire che c'è anche una fascia molto ricca in città». I numeri dello «Scenario immobiliare pavese» per il 2013 sono riferiti ai primi 6 mesi dell'anno. Cifre che bastano a raccontare il calo rispetto al 2012. A Cava Manara, per esempio, le compravendite da gennaio a giugno 2013 sono state 25, erano state 67 in totale nel 2012. A Belgioioso il crollo si era già registrato tra 2011 (61 compravendite) e 2012 (38), così anche a Cura con 104 case vendute nel 2011, 80 nel 2012 e 32 nel primo semestre del 2013. A Torre d'Isola il calo è meno marcato: 32 vendite nel 2011, 28 nel 2012 e 18 nel primo semestre 2013. A Travacò tra 2011 e 2012 le vendite si sono dimezzate, così anche a San Martino Siccomario, Certosa. Tengono invece Chignolo Po, Carbonara, Borgarello. Soluzioni? «Oggi il prezzo di costruzione è di 1100 euro a metro quadro a cui bisogna aggiungere il costo del terreno e gli oneri, per esempio – spiega Bisi – così si arriva anche a 1800 euro a metro quadro. Questa cifra deve diminuire. Bisogna abbassare i costi di costruzione mantenendo la qualità». E il 2014? «Potrebbe non essere molto diverso da quello che si è appena concluso – spiega Fabio Bianco, presidente dell'associazione – Oggi è più che mai indispensabile che chi vuole vendere un immobile fissi fin dall'inizio un prezzo congruo. Ci auguriamo che una contrazione dei valori immobiliari servirà a dare maggiore dinamismo al mercato, soprattutto nelle zone dove ci sono molte nuove costruzioni invendute per le quali la riduzione dei prezzi sembra essere davvero necessaria». GUARDA LA MAPPA SUL NOSTRO SITO www.laprovinciapavese.it