«Trasporto disabili rischia la chiusura entro luglio»

STRADELLA Rischia la chiusura entro l'estate il servizio di trasporto disabili, organizzato dall'Anffas Broni-Stradella. L'associazione ha chiuso il bilancio 2013 con un passivo di circa 56 mila euro, di cui 48 mila derivanti proprio dai servizi di trasporto, in quanto i costi non sono coperti dalle entrate dei Comuni. Attualmente del servizio usufruiscono 44 utenti, provenienti da 18 comuni di tutto l'Oltrepo: l'associazione mette a disposizione per il trasporto 4 pullman a 9 posti e 3 auto, impegnando in tutto 7 dipendenti, per una spesa annuale, tra manutenzione dei mezzi e stipendi di circa 120 mila euro. Il servizio viene effettuato per 235 giorni all'anno, praticamente sempre, verso i servizi diurni attivi a Stradella e Voghera, l'istituto Maragliano di Voghera, Villa Meardi a Retorbido. «Dopo 42 anni di attività è il primo anno che chiudiamo il bilancio in perdita – afferma preoccupato il presidente Anffas, Paolo Pietra -. Nel servizio trasporti abbiamo sempre registrato qualche passivo, ma di certo non con una cifra del genere. Se anche l'anno prossimo sarà così, c'è in gioco la sopravvivenza stessa dell'associazione». Le risorse per il trasporto arrivano in parte tramite alcune convenzioni con i Comuni, tra cui Broni e Stradella, che hanno il maggior numero di utenti, in parte con i finanziamenti dei Piani di Zona. Ma ci sono Comuni, soprattutto nell'area del vogherese, che risultano inadempienti. «Diversi utenti della zona di Voghera si appoggiano a noi perché di là le liste di attesa sono troppo lunghe – prosegue Pietra -. Lo scorso anno siamo riusciti a chiudere il bilancio in attivo, grazie ad alcune iniziative benefiche e ad un importante lascito. Ma questa situazione è insostenibile». Oltre alla cancellazione di un servizio per il territorio, la preoccupazione dell'associazione è anche per il futuro dei sette dipendenti che rischiano il posto. Così il presidente ha preso carta e penna e ha scritto alle famiglie degli utenti, ai comuni e ai responsabili dei Piani di Zona, illustrando la situazione e le possibili conseguenze. «A partire da aprile si rende necessaria una riorganizzazione dei giri – si legge nella lettera – che porti ad una diminuzione dei costi del personale e dei carburanti, con l'accorpamento di più percorsi». Si tratterebbe di una soluzione tampone e di non facile attuazione visto che ci sono molte sovrapposizioni di orario Ma, se non arriveranno contributi dai comuni o altre possibili sponsorizzazioni «ci vedremo costretti a cessare il servizio a partire da luglio», conclude amareggiato il presidente Pietra. Oliviero Maggi