Cyberbullismo, ragazzi a lezione

PAVIA In occasione dell'assemblea d'istituto organizzata dai ragazzi del Taramelli, Ivana Petricca, questore di Pavia, ha incontrato ieri mattina, nell'aula magna del seminario, trecento studenti per dibattere con loro sul tema della legalità. Gli argomenti trattati nel corso nella mattinata sono stati femminicidio e cyberbullismo, temi attuali e delicati che hanno catturato l'attenzione dei ragazzi. Diversi studenti sono intervenuti sul tema del cyberbullismo. «I social network sono un fenomeno mondiale: facebook, ad esempio, raccoglie una frequenza mensile di un miliardo di persone. Molti ragazzi sono sempre più ossessionati dalla rete, connessi 24 ore al giorno; per questo è importante imparare a gestire il fenomeno. Seneca diceva che non si può fermare il vento con le mani: allo stesso modo noi non possiamo fermare la rete, ma dobbiamo intervenire contro determinati abusi, le cui conseguenze sono spesso tragiche». Partendo da casi concreti, il questore ha spiegato come sia facile diventare vittime di cyberbullismo o come alcuni comportamenti in rete possano andare facilmente incontro a conseguenze penali se culminano in cyberstalking, in diffamazione o in interferenze illecite nella vita privata. Il questore ha inoltre raccomandato ai ragazzi di selezionare i propri contatti, di confidarsi con amici e genitori e di mettersi in contatto con la questura o con il commissariato online (www.commissariatodipolizia.it) se si è vittima del bullismo via rete. Gli studenti del Taramelli hanno ascoltano e sono intervenuti: una ragazza ha chiesto di Ask.fm, un social network che permette di porre domande anonime che spesso diventano insulti e volgarità. «Conosco il problema – ha risposto il questore – L'uso di Ask.fm è un fenomeno in crescita e si accompagna spesso ad abusi, ma stiamo lavorando per arrivare il prima possibile ad un prodotto normativo che sia in grado di gestirlo». Poi ha aggiunto: «Incontri come questo sono fondamentali per sensibilizzare i ragazzi sul tema della legalità e per fare dei nostri giovani dei cittadini coscienti».(g.v.)