Sosta nel villaggio incantato
Mia, studentessa riservata e impacciata, prende il bus numero 6, ogni mattina alle 7 per essere certa di arrivare al ginnasio in perfetto orario. Schiva, solitaria, gli occhi da cerbiatto timido celati dietro un paio di spessi occhiali da vista, una volta salita cerca uno sguardo amico tra visi assonnati, insoddisfatti, intrisi di malinconia e per giunta, sempre gli stessi. Appoggia il volto minuto da eterna adolescente al finestrino, com'è consuetudine. A un tratto non riconosce più le dolci colline e i vasti terreni; lo scenario è cambiato. Anche l'inconfondibile brusio, da sempre vivo, caratterizzato da contrastanti scambi di opinioni su temi attuali sembra arrestarsi per un attimo. D'improvviso un corteo di manifestanti che invade prepotentemente il territorio si espande a macchia d'olio e occupa la strada. Attimi di panico incendiano gli spiriti già bollenti dei passeggeri. L'autista, confuso dalla fitta nebbia, nonostante l'esperienza, fa scendere i passeggeri in un piccolo paese; tutti scendono contrariati, gettando uno sguardo sprezzante al guidatore. Si apre davanti a loro un mondo inaspettato, rivelando un borgo dove pare che il tempo si sia fermato. Casupole di pietra, negozi tipici e uno spettacolare santuario romanico, svelano un paesaggio da cartolina. I viaggiatori si guardano attorno sorpresi: sono stupiti per il silenzio e l'armonia che si respira in quel luogo magico. L'autista, imbarazzatissimo, sta telefonando ai suoi superiori: è un giovane " precario", sta lavorando da poche settimane e non conosce quei luoghi oltrepadani. Ma i viaggiatori non manifestano più rabbia e timore, nessuno osserva con stizza l'orologio. Un senso di quiete s'impadronisce di tutti: una donna si affaccia alla finestra e offre il caffè, il fornaio invita a entrare nel suo piccolo laboratorio, la "perpetua" del prevosto smette di innaffiare i fiori sul sagrato e con manzoniano stile inizia a far domande. I1 sole si è fatto più caldo, parole, sorrisi e confidenze creano in poco tempo una familiarità sconosciuta prima. In fondo alla piccola piazza appare un nuovo " bus": non è trascorso molto tempo, si rientra in città. Ma luce e calore hanno reso più ricchi gli animi dei pendolari, oggi, sul bus numero 6. Chiara Quadrelli