In riva al Ticino la cittadella dei rottami

di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Una cittadella rom fuorilegge nel parco del Ticino, in via delle Cave (zona Brughiera), da cui si alzavano i fumi tossici dei roghi di rifiuti pericolosi. Una terra di nessuno nascosta fra la vegetazione, base di raccolta e smistamento di rifiuti e materiale di provenienza illecita, in arrivo da tutta la Lomellina e hinterland milanese. Carabinieri e polizia locale hanno sequestrato un'area 4000 metri quadrati, di proprietà di un italiano, applicando il decreto del dicembre 2013 "Terra dei fuochi", che ha introdotto il delitto di combustione illecita di rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato. Sono state denunciate penalmente sei persone (tre per la normativa ambientale e tre per furto aggravato) e identificati 28 rom, tutti pregiudicati, impegnati nell'attività di smaltimento e occultamento dei rifiuti da mandare in Romania. I militari coordinati dal capitano Rocco Papaleo, e gli agenti del commissario capo Gianluca Mirabelli hanno sequestrato 10mila batterie dismesse di auto e altri veicoli, 5 tonnellate di bancali di legno, 10 quintali di copertoni di gomma, 2 auto bruciate, centinaia di televisori ed elettrodomestici dismessi, pezzi di motore e ricambi di auto e diversi quintali di materiale combusto. Segnalazioni dei carabinieri da tutto il Nord Italia indicavano la cittadella di via delle Cave come punto di arrivo delle batterie rubate, e di partenza dei gruppi di ladri specializzati nei furti di questo materiale. Le batterie erano nascoste nei sottofondi dei tavoli usati nella "catena di smontaggio" e recupero delle batterie. Che venivano portate in Romania– dove hanno un valore commerciale maggiore che in Italia– per estrarne il piombo. Molte batterie inoltre, svuotate in Italia dell'acido solforico, vengono mandate in Romania anche per essere riparate e rimesse sul mercato. In via delle Cave sono stati anche sequestrati, per abuso edilizio nell'area del parco del Ticino - sottoposta a tutela ambientale – tre capannoni e una fossa biologica a cielo aperto. L'avevano appositamente creata, per convogliare gli scarichi di tre abitazioni occupate dai capi della cittadella e dalle loro famiglie. Sono ancora in corso accertamenti da parte delle forze dell'ordine per stabilire le violazioni relative a queste abitazioni. Gli occupanti intanto sono stati denunciati per furto: erano allacciati abusivamente alla rete nazionale di distribuzione dell'energia elettrica. ©RIPRODUZIONE RISERVATA