Ex fornace, allarme per sostanze tossiche Ieri il sopralluogo

Era evaso dagli arresti domiciliari lo scorso 13 marzo: i carabinieri del comando stazione di Voghera lo hanno arrestato dopo un appostamento in borghese vicino alle case popolari di Medassino. Ieri Maurizio Castiglia, 23 anni, pregiudicato per furto, è stato processato per direttissima: ha patteggiato quattro mesi di reclusione, pur di avere la certezza di finire in prigione e non più ai domiciliari. Proprio qui sta il punto. Lo scorso 9 febbraio Castiglia era ai domiciliari in casa dell'ex fidanzata. Dato che i litigi con la ragazza e i genitori di lei erano all'ordine del giorno, Castiglia era evaso per farsi arrestare. Ma non era andato in prigione: gli avevano dato ancora i domiciliari, ma stavolta a casa del fratello e della cognata. Il copione però non era cambiato: anche loro forse non lo volevano, e i litigi si sommavano ai litigi. Alla fine, preso dalla disperazione, Castiglia era evaso di nuovo. I carabinieri lo cercavano dal 13 marzo: sono riusciti a bloccarlo dopo avere raccolto voci secondo cui era ospite di alcuni amici a Medassino. Il giovane al giudice ha spiegato che avrebbe preferito rimanere libero, ma visto che lo avevano trovato andava volentieri in carcere: tutto, ma non i domiciliari. dI Filiberto Mayda wVOGHERA Presenza di amianto, decine di enormi sacchi, lacerati, dai quali fuoriesce tossica lana di roccia. E poi decine di situazioni a rischio, prima tra tutte quella del crollo del tetto, che peraltro in alcuni punti ha già ceduto. Questo è lo stato di grave pericolo in cui versa l'ex fornace Valdata di via Arcalini, come ha raccontato "La Provincia Pavese" nei giorni scorsi. Sulla vicenda indaga la compagnia carabinieri di Voghere - per la confermata presenza di spacciatori - ma anche l'amministrazione comunale si è mossa per verificare la situazione. Ieri mattina l'assessore alla Sicurezza, Giuseppe Carbone, accompagnato da un sottufficiale della polizia locale e da un funzionario del Comune, ha compiuto un sopralluogo all'ex fornace. «Effettivamente - ha ammesso l'assessore - la situazione di pericolo è molto grave e, purtroppo, è praticamente impossibile impedire l'accesso all'area se non con una spesa altissima. Come prima cosa gli uffici predisporranno una relazione, metteremo una serie di cartelli evidenti per segnalare la situazione di pericolo e contatteremo il curatore fallimentare perché faccia quello che è possibile. Purtroppo i costi di un intervento complessivo sono così alti che nessuno è in grado di sostenerli...». In realtà, l'amministrazione comunale dovrenne imporre alla proprietà, qualunque sia, di realizzare gli interventi per evitare pericoli. Per non dire della necessaria bonifica e delle verifiche sulla presenza di amianto, poiché vicino ci sono alcune abitazioni. Sul caso, dopo la doverosa e obbligatoria segnalazione del Comune, dovrebbe intervenire l'Asl, competente in merito a problemi di salute pubblica, e poi l'Arpa, per quanto riguarda i temi ambientali. Resta infine il problema delle misteriose presenze notturne nell'area, probabilmente di spacciatori e loro clienti, che hanno scelto una zona indubbiamente isolata e poco frequentata. Per questa ragione i carabinieri, da tempo, hanno intensificato i controlli. @filibertomaida ©RIPRODUZIONE RISERVATA