S. Matteo, polo oncologico ricavato nei reparti speciali

di Anna Ghezzi wPAVIA E' passato un anno dall'accordo siglato tra l'ex ministro della salute Renato Balduzzi e l'allora assessore regionale alla sanità Mario Melazzini che destinava al San Matteo 35 milioni per ristrutturare quella parte di ospedale rimasta nelle vecchie cliniche, ma del polo di oncologia ancora non c'è traccia. Il progetto, se tutto va bene, sarà presentato da Infrastrutture lombarde entro la fine dell'anno. Poi dovrà essere vagliato dagli organismi di controllo regionali e a quel punto il ministero dovrà erogare i fondi. Che nelle casse del San Matteo al momento non sono ancora arrivati. Quello che si sa, al momento, è che il nuovo polo, voluto dal San Matteo per concentrare gli ambulatori e i day hospital di ematologia, oncologia e radioterapia in un unico punto, in modo da evitare al paziente spostamenti all'interno del policlinico, non sarà come inizialmente previsto nel padiglione 30, quello delle ex malattie infettive al momento abbandonato. Ma, secondo le ultime ipotesi progettuali, i pazienti troveranno gli ambulatori dentro i reparti speciali, al posto della Cardiologia (che sarà portata al terzo piano del Dea). Lì il paziente sarà diagnosticato, curato, seguito in tutti i passaggi senza doversi muovere tra i padiglioni. Nei progetti c'è anche la costruzione di una nuova radioterapia oncologica: il reparto diretto dal professor Franco Corbella negli ultimi anni è riuscito a rinnovare i macchinari (un terzo acceleratore è in arrivo, grazie a un finanziamento della Regione, si attende il bando) ma la palazzina in cui si trova è ormai "stretta" per gli oltre 800 pazienti e le 22mila terapie che si fanno ogni anno. Quando arriveranno i 35 milioni? Un anno fa, in piena campagna elettorale per le regionali Melazzini parlava di pochi mesi, di cantieri da finire entro il 2015. In realtà l'unica cosa certa, al momento, è che entro il 2014 Infrastrutture Lombarde, responsabile per conto di Regione Lombardia della realizzazione di nuove strutture ospedaliere o del riassetto di quelle esistenti dovrà terminare la progettazione. E i tempi, realisticamente, si allungano. «I contenuti del finanziamento sono stati oggetto di aggiornamento, visto il tempo trascorso dalla presentazione delle ipotesi di fattibilità e delle verifiche da parte della Regione Lombardia», spiega il presidente della fondazione Alessandro Moneta. Il policlinico ha ribadito che gli obiettivi restano la riorganizzazione delle attività ambulatoriali e di day-hospital di ematologia e di oncologia medica, il rifacimento completo della radioterapia e la costituzione di un "polo oncologico". Ma anche il riassetto delle attività di aferesi terapeutica e della biobanca completate con l'organizzazione di una macro-area trasfusionale di riferimento anche per le altre strutture sanitarie e «la formazione di un poliambulatorio che raggruppi vari ambulatori tuttora ubicati nei vecchi padiglioni», oltre che interventi mirati alla bonifica di amianto «ancora in parte presente in alcuni edifici». È ILspa secondo la normativa regionale a sovrintendere ad ogni passaggio: dalla gara fino alla realizzazione e al collaudo. E prima di tutto la predisposizione del progetto generale che armonizzi tutti gli interventi. Dopo l'approvazione di tale progettazione globale da parte degli organismi regionali di controllo, spetterà al ministero della Salute avviare l'effettiva erogazione dei fondi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA