Persecuzioni prima del delitto «Anche una finta fuga di gas»
PAVIA Telefonò ad Asm Pavia segnalando una inesistente fuga di gas nell'appartamento che ospitava la sua ex compagna. Emerge anche questo dettaglio nell'avviso di fine indagini a carico di Giulio Caria, 35 anni, accusato di avere ucciso nel giugno scorso Silvia Caramazza e di averne occultato il cadavere in un freezer a Bologna. La donna, all'epoca a cui si riferisce il passaggio nelle carte dell'inchiesta, era a Pavia ospite di un'amica. Il dettaglio viene rievocato dagli inquirenti per rendere l'idea delle persecuzioni alla quale la vittima sarebbe stata sottoposta. Persecuzioni «consistite in subdole e incessanti intrusioni nella vita privata» della convivente, sottoposta a «crudeli vessazioni psicologiche» con microspie installate in casa, nella borsa, controllando la posta elettronica, simulando l'intervento di investigatori privati e, il 6 giugno 2013, telefonando alla società che gestisce l'erogazione del gas a Pavia, città dove la donna si trovava temporaneamente in una casa, per segnalare una falsa fuga di gas nel palazzo.