Seedorf: «Il Milan si riprenderà non sono in bilico»
Il Bayern Monaco centra l'ennesima vittoria nella 26esima giornata di Bundesliga, ma deve rinviare ancora per un po' l'appuntamento con il 24esimo titolo di campione di Germania, dato che Borussia Dortmund e Schalke 04 hanno vinto a loro volta impedendo la matematica incoronazione della squadra di Guardiola con otto turni di anticipo. I bavaresi si sono imposto 2-0 a Magonza, trovando i gol solo negli ultimi 10' con Schweinsteiger e Goetze. In Premie League, Liverpool e Manchester City tengono il passo della capolista Chelsea, travolgente nel big match contro l'Arsenal, vinto per 6-0. I Reds e i Citizens fanno il loro dovere dilagando rispettivamente a Cardiff (3-6) e in casa con il fanalino di coda Fulham (5-0). Per quanto riguarda la Liga, c'è grande attesa per il "Clasico" di stasera fra il Real Madrid di Ancelotti e il Barcellona. CARNAGO (Varese) Clarence Seedorf non vede le sfide con Lazio e Fiorentina come le sue ultime occasioni e smentisce i dissidi con Adriano Galliani al quale, anzi, ha chiesto di stargli «più vicino». Due partite in quattro giorni possono cambiare la sua storia, ma l'allenatore del Milan assicura di godere ancora della fiducia di Silvio Berlusconi. Il faccia a faccia di venerdì fra Seedorf e Galliani è servito a decidere di procedere con ampia collaborazione, a partire dal ritiro di 4 giorni (fra Roma e Firenze) in cui l'ad resterà al fianco della squadra. «Ho chiesto io l'incontro - ha spiegato l'allenatore -. È stato molto costruttivo. Ho chiesto a Galliani di starmi vicino. Come concordato prima della firma, ho detto che non posso fare tutto da solo. Mi manca l'esperienza da un certo punto di vista». Seedorf però non parla da allenatore pericolante: «Nè Berlusconi nè Galliani mi hanno avvertito che mancano due partite al verdetto. Finché la società non mi dice il contrario, vale quanto detto alla firma. Sono convinto che i risultati arriveranno e di poter costruire una carriera da allenatore.». È difficile, però, ignorare l'inizio disastroso e una settimana di spifferi e indiscrezioni. «Non credo ci siano persone contro di me, ma al massimo a favore di se stessi» ha notato l'olandese prima di toccare gli argomenti più spinosi. Ha ribadito di «non essere responsabile di quanto ereditato ma di quanto successo dopo la firma del contratto» e ha detto di avere «assolutamente» in mano lo spogliatoio, negando di aver bocciato i tre quarti della rosa nel colloquio avuto con gli ultrà. Seedorf ha infine chiarito che l'11 novembre 2007 decise di non indossare il lutto al braccio per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, «perché in quel momento non si sapeva di cosa si trattava. Mi scuso con la famiglia Sandri se si è sentita offesa». Ma Cristiano Sandri, fratello del tifoso ucciso da un poliziotto, non ci sta: «Dietro il grande giocatore Seedorf c'è un piccolo uomo. La Curva della Lazio lo contesterà».