«La discarica si può ancora fermare»

FERRERA Non tutti i giochi sono fatti. Nella protesta inscenata ieri alla cascina Gallona contro il visto tecnico regionale alla Valutazione di Impatto Ambientale (Via) per la discarica di cemento amianto si è fatta strada ancora la speranza di un veto politico all'iter. Lo ha confermato il presidente della Provincia, Daniele Bosone, portavoce anche dei sindaci del territorio (Sannazzaro, Ferrera, Scaldasole, Mezzana Bigli e Galliavola) apertamente contrari alla discarica. Bosone era presente con l' assessore provinciale Michele Bozzano al sit-in dimostrativo all'ingresso della Gallona, individuata come area destinata a ospitare la discarica. Così il presidente della Provincia: «Il Via non è che un round importante del match che abbiamo ingaggiato contro questo insano progetto. Chiederemo alla classe politica di esprimersi poiché non giustifichiamo che l'assessore regionale Claudia Terzi, ispiratore delle strategie, sia in chiara antitesi con i suoi funzionari. Qualcuno dei due sbaglia. Confidiamo ancora in una inversione di rotta e, fino al verdetto finale dell'Aia, le speranze restano vive». L'assessore regionale Terzi aveva puntato il dito contro il funzionario che ha firmato il decreto di Via senza avvertire e senza confrontarsi con il livello politico regionale. Ma ieri non c'è stato solo l'appello alla politica. I sindaci presenti al sit-in (Giovanni Maggi di Sannazzaro, Luigi Rabeschi di Scaldasole, Angelo Chiesa di Mezzana Bigli, amministratori di Ferrera e Galliavola) hanno confermato un immediato ricorso al Tar. Il primo cittadino di Sannazzaro: «Impugnamo questa prima delibera tecnica per gli stessi motivi che ci hanno spinto in questi anni ad ingaggiare un'autentica battaglia tecnica con Acta (la società che ha progettato la discarica.ndr), Comuni e Provincia si appelleranno con le stesse controdeduzioni con cui hanno sinora contrastato il progetto, supportate da elementi tecnici e scientifici, redatti da illustri geologi, chimici e fisici. E, se non basterà, arriveremo al Consiglio di Stato». Tutti convinti, striscioni e bandiere in mano, di quanto detto da Gaspare Amari del circolo locale di Legambiente: «Faremo valere le ragioni del buon senso contro il nuovo affronto al territorio». Alcuni, tra le gente comune, hanno voluto misurare a passi la distanza tra i grandi impianti Eni Est dal sito definito "ambientalmente idoneo" dai tecnici regionali ad ospitare la discarica: poco più di cento passi. E l'assessore provinciale Bozzano: «E' impensabile assommare ai rischi dei nuovi impianti Eni una discarica di cemento amianto da 500mila metri cubi. Per i tecnici è valso il concetto che, per un territorio già gravemente martoriato, un rischio in più, seppur grande, parrebbe giustificato. Un non senso tecnico e morale». In prima linea nella protesta c'erano anche i gruppi di opposizione di Sannazzaro. Silvia Bellini: «Purtroppo appare una battaglia persa. Ci si è resi conto troppo tardi di questo palese pericolo». E Federica Bolognese: «Sarebbe bastato a suo tempo che l'area diventasse zona protetta Zps e questo incubo non ci sarebbe mai stato». In molti c'è la convinzione che il contrasto al progetto della Acta abbia ancora qualche margine di possibilità anche percorrendo le vie legali. Ma ora è la politica a dover fare il suo corso. Paolo Calvi