Lavoratori contro Asm «Il futuro è a rischio»
di Claudio Malvicini wVIGEVANO Per i dipendenti il problema è l'incertezza sul futuro, per l'azienda è solo una questione di soldi. L'unica certezza al momento è che gli oltre cento dipendenti di Asm Vigevano e Lomellina hanno dichiarato lo stato di agitazione e dopo l'incontro di martedì in prefettura potrebbero anche arrivare allo sciopero. A dicembre si è interrotta la trattativa tra i vertici aziendali e i lavoratori della società partecipata dal Comune. Ieri la Rsu (rappresentanza sindale unitaria) di Asm ha spiegato le proprie ragioni con un comunicato: «Questa società è considerata un gioiello della città perché da sempre fornisce servizi buoni e tempestivi ottenendo utili di bilancio, ma da tempo non c'è più dibattito sul suo futuro – si legge –. I vertici aziendali non ritengono doveroso, nonostante le ripetute richieste, incontrare i rappresentanti dei lavoratori e anzi interrompono trattative già avviate, sospendendo nei fatti le normali relazioni sindacali. Nel contempo, dai giornali apprendiamo che ci saranno cambiamenti della struttura aziendale e delle sue attività, ma tutto ciò evidentemente non basta a ritenere utile un confronto con i rappresentanti dei lavoratori». Da qui lo stato di agitazione. Secondo i vertici dell'azienda è solo un problema di soldi. «Noi attendiamo la delibera del Comune che che confrontando il livello di spesa del personale di Asm con la disponibilità del municipio, stabilirà i margini di riconoscimento che possono essere pagati ai dipendenti – spiega Luigi Ferrari Bardile, presidente della partecipata –. Il tutto deve essere conforme alla recente normativa sul costo del personale pubblico». Il che potrebbe portare a limitare o negare possibili aumenti. «Di certo nessuno rischia il posto perché Asm Vigevano e Lomellina è partecipata esclusivamente dal pubblico e non c'è nessuna possibilità di passaggio ad un privato – continua Ferrari Bardile –. È un discorso completamente diverso rispetto al Tof (il servizio onoranze funebri, ndr), dove invece siamo nella mani del legislatore». Martedì il prefetto dovrà verificare se lo scontro tra sindacati e azienda può essere evitato. «Da quanto mi risulta – conclude Ferrari Bardile – avevamo già fissato un incontro in azienda per il 31 marzo». Il Comune non sembra potersi permettere un aumento dei costi del personale. «Ci sono diverse delibere della Corte dei Conti – interviene Luigi Baroni, assessore alle partecipate – che obbligano al contenimento della spesa. Come dipendenti pubblici, per esempio, qui in Comune gli stipendi sono fermi da tre anni. La prossima settimana, comunque, andremo da un esperto in materia». Negli ultimi anni, però, il personale della municipalizzata non ha proclamato altri stati di agitazione. «Probabilmente negli anni trascorsi – conclude Baroni – hanno sempre ottenuto i riconoscimenti o gli aumenti richiesti. Ora però dobbiamo sottostare alle normative». (ha collaborato Selvaggia Bovani)