Sperimentazione sugli animali, incontro al Maserati
VOGHERA Si è parlato di sperimentazione sugli animali all'istituto Maserati di Voghera. Per fornire agli studenti un quadro il più completo possibile, dopo gli incontri organizzati nelle scorse settimane ieri è stata la volta di Elisabetta Scoccia e Luigi Venco. Rispettivamente medico chirurgo e un medico veterinario, i due professionisti sono tra i trenta che hanno dato vita al "Progetto Penco", un'iniziativa volta a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla donazione di organi post mortem come metodo alternativo alla sperimentazione sugli animali. «Ci teniamo a precisare- hanno detto prima di cominciare la lezione- che oggi non affronteremo temi etici ma esamineremo semplicemente le lacune scientifiche di questo metodo. In particolare vi spiegheremo come al di là del giudizio morale in certi casi gli esperimenti di questo tipo non solo si siano dimostrati inefficaci ma anche dannosi per l'uomo». Con l'ausilio di immagini e filmati, i due dottori hanno mostrato ai ragazzi delle quarte e delle quinte del liceo scientifico come i metodi utilizzati in questo settore siano grossomodo gli stessi dell'inizio del Novecento. «Nonostante fossero cose che più o meno sapevamo già- ha commentato Martina Maganuco della 4 sc- vedere certi video in cui gli animali venivano praticamente torturati ci ha molto impressionati». «Anche se ovviamente la parte che più ci ha colpito è quella legata al trattamento degli animali- ha continuato Chiara Bellotti, anche lei della 4sc- quasi altrettanto interessante è stato l'aspetto più prettamente medico, lo scoprire per esempio che se la penicillina fosse stata sperimentata sui conigli (per cui è letale) e non sui topi (per cui invece funziona) forse noi nemmeno conosceremmo i suoi effetti positivi». Caute nei giudizi Chiara Geloni (4 sb) e Sofia Callegari (5sb): «Per quanto possa dispiacere per gli animali - hanno infatti commentato- allo stato attuale probabilmente non ci siano metodi altrettanto efficaci per condurre le ricerche. Ciò però non vuol certo dire che si possano svolgere senza regole precise e controlli più rigidi sono anzi assolutamente necessari». Serena Simula