«Subito Consiglio arrivi non previsti»

GROPELLO Quindici profughi sono arrivati dalla Costa d'Avorio, dal Senegal e della Nigeria, a Gropello. Da ieri mattina sono all'albergo Italia, sulla via principale del paese a pochi metri dal municipio. Ed anche nel paese lomellino, nonostante non ci siano state le proteste di San Genesio, comunque c'è malcontento: «Faremo un consiglio comunale straordinario settimana prossima, non sono stato avvisato se non all'ultimo momento dell'arrivo – spiega il sindaco Giuseppe Chiari – Qui in paese domenica faremo la raccolta di viveri con la Caritas per i poveri italiani di Gropello, non comprendiamo e condividiamo il perchè lo Stato non paghi per i nostri concittadini in difficoltà. Inoltre ho chiesto alla prefettura una documentazione sanitaria dei profughi di Gropello, sono il tutore della pubblica salute e queste persone arrivano da paesi dove non ci sono le regole nostrane». L'albergo Italia, un due stelle che a giugno festeggerà i 50 anni d'attività, intanto è pieno. I 15 profughi, divisi in 7 camere, hanno già preso posto in albergo: «Abbiamo già ospitato per venti mesi altri profughi dopo la crisi libica del 2011, era andato tutto bene e speriamo sia di nuovo – spiega il conduttore dell'hotel – Sono stato chiamato alle 19 di giovedì per ricevere i profughi la sera stessa, poi sono arrivati soli ieri mattina. Ho detto di sì: la crisi morde anche qui e il lavoro è sempre meno, ora ho l'albergo pieno e spero che vada tutto liscio come l'altra volta». Già ieri pomeriggio i 15 africani hanno iniziato a prendere confidenza con Gropello: poche parole di italiano, tutti però parlano o il francese o l'inglese. Ma quanto staranno? «Non lo sappiamo nemmeno noi» spiega il gestore dell'albergo Italia. Intanto in Lomellina c'è una cooperativa la Faber (che ha sede ad Inveruno, ma opera a Gambolò e Palestro con centri protetti per ragazzi in difficoltà) che si sta preparando per accogliere profughi: sia per le emergenze sia nel programma Sprar. «Dobbiamo ancora definire gli accordi con la prefettura – spiega il presidente della Faber Fabio Garavaglia – Quasi certamente abbiamo una struttura pronta a Sant'Angelo Lomellina, più difficilmente ad Olevano e Castello d'Agogna. Per noi questo è lavoro: vogliamo accogliere i rifugiati, ma diamo un servizio diverso dagli alberghi facendo corsi ed insegnando loro l'italiano»