«Assegno era per la campagna elettorale»

La procura non ha dubbi: l'assegno da 4.500 euro che risulta versato alla "tesoreria di Vittorio Poma-Schifino Pier" del 29 aprile 2011 era destinato proprio a Poma. E per la precisione doveva servire a finanziare la campagna elettorale del candidato alle elezioni provinciali di Pavia nel 2011. Poma aveva dichiarato, pochi giorni fa, di non avere percepito quel contributo elettorale. Ma le carte dell'accusa propongono una versione diversa. Nella richiesta di misura cautelare del pm Paolo Mazza per Ettore Filippi, spunta una relazione della Dia di Milano del 27 ottobre 2011 (si tratterebbe del riepilogo di un'altra indagine su Pavia). Nella relazione si parla anche dei rapporti tra Ettore Filippi e Dario Maestri e si citano alcuni interventi del politico «presso funzionari pubblici» a favore dell'imprenditore, tra cui «la potatura di un albero nei pressi dell'abitazione, la posatura di parapedoni nei pressi di un negozio a San Pietro in Verzolo» e anche «il disbrigo di pratiche di concessioni edilizie». In cambio, sostiene la Dia, l'imprenditore avrebbe «contribuito al finanziamento della campagna elettorale di Poma versando un assegno di 5mila euro». La cifra non corrisponde a quella che risulta dalle carte della procura di Pavia , dove si parla di 4.500 euro, ma di certo un assegno, quale contributo elettorale alla campagna di Poma, è al centro di conversazioni tra Filippi e Maestri. Il 27 aprile del 2011, secondo la Dia, Filippi chiama direttamente Piero Schifino, commercialista e mandatario elettorale di Poma, il quale dice che «i 5mila euro non sono arrivati». Solo il 3 maggio Filippi comunica a Maestri che «il bonifico è arrivato». «Ne prendo atto – si limita a dire Vittorio Poma – ma ribadisco che dalle verifiche fatte questo versamento a me non risulta». (m. fio.)