Dalla Georgia i primi rifugiati

PAVIA Una mamma e il figlio dodicenne dalla Georgia. Esuli dal loro Paese, pellegrini loro malgrado in mezza Europa. Sono i primi due rifugiati che la provincia di Pavia accoglierà nelle prossime ore, mettendo in pratica il progetto Sprar, un sistema di protezione per chi richiede asilo e per i rifugiati, approvato dal ministero dell'Interno. A Pavia Diocesi, Prefettura e amministrazione provinciale (ente capofila) si sono messe in moto, raccogliendo l'adesione del mondo del volontariato, per realizzare percorsi integrati di accoglienza che consentano alle persone accolte di raggiungere, in un tempo ragionevole, autonomia personale, sociale ed economica. Un'iniziativa che si propone di accogliere complessivamente 21 persone: 6 uomini (alcuni dall'Eritrea), 6 donne, 2 nuclei familiari composti al massimo da 5 persone e un nucleo monoparentale. In situazioni di emergenza il numero di persone accolte potrebbe raddoppiare. Il programma per ogni arrivo prevede screening medico e legale, accoglienza materiale, corso di lingua italiana, corso professionale ed eventuale inserimento lavorativo. Per realizzarlo è fondamentale la partecipazione di una rete di enti e associazioni che ha dato disponibilità: Comune di Pavia, Croce Rossa Italiana, Agape, "Ci siamo anche noi", "Italia-Uganda", Caritas Diocesana di Pavia, Coldiretti, Centro Servizi Formazione, "L'Alternativa", Progetto Con-Tatto, "San Michele", Villa Ticinum Onlus, Azienda Ospedaliera di Pavia, Consultorio Familiare Onlus. «Una rete composta da istituzioni, Chiesa e società civile dimostra che questo è un progetto di comunità. Un progetto sicuramente di responsabilità civile e soprattutto coraggioso» dichiara il presidente della Provincia Daniele Bosone. Piazza Italia cooridnerà il progetto. «Dopo l' esperienza sull'emergenza Nord Africa, avevamo l'esigenza tutti insieme di creare un sistema non solo di accoglienza ma anche di integrazione socio lavorativa – spiega l'assessore Francesco Brendolise –. Ora però chiediamo anche ai Comuni della provincia di dare il proprio contributo». (m.g.p.)