Il giallo di Ilaria Alpi Via il segreto di Stato su 8mila documenti
ROMA Il via libera alla desecretazione dei documenti relativi agli omicidi di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin, avvenuti a Mogadiscio esattamente 20 anni fa per opera dei miliziani somali, potrebbe dare nuovo impulso all'inchiesta sulla tragica fine dei due inviati del Tg3. L'annuncio dell'avvio delle procedure per la desecretazione degli atti – circa ottomila documenti raccolti dalla commissione d'inchiesta sul caso – è stato dato ieri alla Camera dal sottosegretario ai Rapporti con il parlamento Sesa Amici. L'iniziativa accoglie le richieste avanzate nei giorni scorsi da varie parti, a partire dalla presidente della Camera: mercoledì, infatti, Laura Boldrini aveva rivolto un appello alla trasparenza al premier Matteo Renzi, rispondendo così alle richieste dell'Associazione Articolo21, che per chiedere verità ha raccolto 70mila firme. I documenti utili per l'inchiesta giudiziaria saranno ora acquisiti dalla procura di Roma. A sollecitare la consegna della documentazione era stato recentemente il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone, una volta avuto notizia che la procedura di desecretazione di una serie di dossier era partita. Gli atti finiranno nelle mani del pm Elisabetta Ceniccola, titolare dell'inchiesta bis sui drammatici fatti del 20 marzo 1994. La precedente inchiesta, dopo la condanna (l'unica emessa) a 26 anni di carcere del miliziano Hashi Oar Hassan, si era conclusa con una richiesta di archiviazione nel 2007. Il gip di Roma Emanuele Cersosimo, su richiesta dell'avvocato Domenico D'Amati, legale della famiglia Alpi, aveva respinto la richiesta, ordinando l'approfondimento di 26 aspetti ancora non chiariti della vicenda. Tra i misteri del duplice delitto ormai destinati a rimanere senza spiegazione c'è la mancanza dell'autopsia: fu eseguito infatti solo un esame esterno della giornalista e dell'operatore, ma restano un giallo anche le effettive scoperte fatte da Ilaria Alpi su presunti traffici illeciti in Somalia. Di recente Pignatone si è rivolto alla Farnesina per sapere se in Somalia, Paese in cui le istituzioni sono ancora estremamente fragili, esista un'autorità giudiziaria con la quale interloquire per avviare una rogatoria. «Accolgo con grande favore l'annuncio del governo di recepire immediatamente la mia richiesta di desecretazione su Ilaria Alpi – - ha commentato Boldrini su Twitter - È un segnale importante contro il muro di silenzio e può costituire un fondamentale passo in avanti per arrivare alla verità». Per il ministro degli Esteri Federica Mogherini questo «è il miglior modo di onorare più che la memoria il lavoro di Ilaria: quella stessa ricerca della verità che muoveva lei deve muovere noi nella ricerca della verità sulla sua fine». A Ilaria è dedicata una mostra inaugurata ieri al Maxxi di Roma.