Rogo di Prato, ai domiciliari anche i proprietari italiani
PRATO L'immobile di Prato in cui aveva sede la ditta "Teresa moda" andato a fuoco il primo dicembre scorso causando la morte di sette lavoratori cinesi era di proprietà di due italiani che erano al corrente degli abusi edilizi realizzati nel capannone. I due, i fratelli Giacomo e Massimo Pellegrini, soci della Mgf di Prato, sono da ieri agli arresti domiciliari: per il gip di Prato c'era il rischio di inquinamento delle prove. Tre cittadini cinesi, gestori di fatto della ditta, sono invece finiti in carcere: si stavano preparando ad aprire un'altra ditta e il pericolo, in questo caso, era dunque di reiterazione del reato. Un'altra fabbrica-dormitorio con le pareti di cartongesso, tra le quali vivere, lavorare e morire come i loro sette connazionali. L'ordinanza in base alla quale polizia e Guardia di finanza hanno eseguito le misure cautelari fa emergere anche particolari specifici sulle condizioni di lavoro alla "Teresa moda": dalle 13 alle 17 ore al giorno ad una cifra che oscillava tra i due ed i tre euro all'ora. Poi lo scampolo di vita nei loculi di cartongesso, tra stufette e fornelli.