L'ok alla discarica scatena la bagarre in Regione

La discarica di cemento amianto prevista alla cascina Gallona, al confine tra Ferrera e Sannazzaro, ai lati della provinciale 28, avrà , secondo i progetti, una capacità di 600mila metri cubi. L'area franca di separazione del fondo delle discarica con l'acqua di prima falda è di 2,90 metri. Sono i dati comunicato dalla ditta Acta, a luglio, alle istituzioni preposte all'analisi del progetto e alla Regione Lombardia. Si era trattao di un ridimensionamento di circa 50 metri cubi rispetto al programma iniziale. Per un ridmensionamento avevano fatto pressione anche i Comuni di Sannazzaro e di Ferrera che temevano il possibile contatto tra falda e amianto. La distanza tra fondo della discarica e l'acqua di prima falda inizialmente era , infatti, di 2 metri ed è stata poi aumentata di circa un metro. di Lorella Gualco wFERRERA Politici contro tecnici. Il progetto di discarica di cemento-amianto a Ferrera scatena la bagarre in Regione. All'indomani dell'ok del Pirellone alla compatibilità ambientale dell'impianto previsto nell'area della cascina Gallona, l'assessore regionale all'Ambiente, Claudia Terzi, tuona contro i funzionari che hanno firmato il decreto di Valutazione compatibilità ambientale (Via) che rappresenta un passo importante, anche se non definitivo, verso la realizzazione del progetto proposta dalla società Acta. «Ho appreso solo dai giornali – afferma Terzi – che il funzionario competente di Regione Lombardia ha firmato il 17 marzo il decreto di compatibilità per la discarica di Ferrera. Un via libera che, tra l'altro, arriva nei giorni in cui l'assessorato e la direzione generale sono impegnati sul ricorso promosso dalla società Acta contro la Regione in merito alla discarica ». L'assessorato, insomma, sostiene di essere stato preso in contropiede e cerca di passare al contrattacco. «Credo – continua Terzi – che quanto sia successo debba diventare l'occasione per aprire una seria riflessione sulla distanza tra l'azione e il pensiero dei politici e quello di tecnici, ai quali, in questo caso, avevo chiesto di tenere in debita considerazione le istanze dei cittadini, dei sindaci e dei comitati, in particolare relativamente alle compensazioni ambientali. A questo punto chiederó alla giunta e al consiglio la disponibilità a riformare, per quanto di competenza, le procedure di Via affinché siano assicurati gli stessi diritti sia ai proponenti che ai territori, a differenza di quanto sembra avvenire oggi. perché dobbiamo metterci d'accordo una volta per tutte: siamo, come ho sempre creduto, dalla parte dei cittadini, dell'ascolto vero del territorio oppure qualcuno abbia il coraggio di dirci che non contano nulla. Lo dico da ex sindaco e da assessore che di fronte aquest'ultimo fatto si pone una legittima domanda: posso avere ancora fiducia nel lavoro di certi funzionari?». La dura reazione dell'assessore però lascia abbastanza freddi i sindaci della zona, che si sono fatti portavoce del parere dei cittadini, in grande maggioranza contrari alla discarica. «Questa cosa mi fa sorridere – commenta Giovanni Maggi, sindaco di Sannazzaro – e ancora di più mi preoccupa che un funzionario possa prendere decisioni determinanti per il futuro di un'intera zona. Faccio fatica a crederci e , se è così, siamo veramente in una brutta situazione. Mi pare quanto meno singolare la posizione dell'assessore Terzi e non è la prima volta che dobbiamo registrare suoi interventi, anche decisi, ma quando ormai i giochi sono fatti. Stando così le cose, credo ci sia molto da rivedere». Giovanni Fassina, sindaco di Ferrera, giudica «condivisibile» la posizione dell'assessore Terzi se dovesse portare a dare maggiore peso alle istanze locali nelle decisioni, ma guarda con più distacco al conflitto tutto interno alla Regione. «Se ci sono stati problemi di mancata comunicazione, non riguarda i Comuni – dice Fassina – certo è che con un dialogo più diretto forse si potrebbero evitare malintesi. Ma bisogna distinguere tra il livello politico e il livello tecnico. I funzionari devono attenersi alla normativa e i responsabili politici non possono essere ridotti a meri esecutori di direttive tecniche».