No all'alcol test, pediatra aiuterà gli anziani
PAVIA Riteneva quel controllo ingiusto, perché aveva bevuto «solo un bicchiere di vino», e quindi aveva rifiutato di sottoporsi all'alcol test. Forse non immaginando che quel rifiuto le avrebbe comunque procurato guai giudiziari. Daniela Pajno, 62 anni di Pavia, medico pediatra all'ospedale di Vigevano, ha deciso ieri mattina di patteggiare un'ammenda di oltre 20mila euro, pena che è stata però sostituita con 82 giorni di lavori di pubblica utilità. Il medico, anche per via della sua professione, darà il suo contributo al Pertusati, che ospita persone anziane. Il giudice, però, ha deciso anche la sospensione della patente per un anno e la confisca dell'automobile, una Fiat Panda. A bordo di questa stessa macchina la donna era stata fermata, a ottobre del 2011, dalla polizia, su una strada di Vigevano, verso le 8 di sera. Gli agenti, che stavano facendo un servizio di prevenzione della guida in stato di ebbrezza, avevano proceduto al controllo dei documenti ma avevano anche cercato di fare il test con l'etilometro. La donna, secondo quanto ricostruito nello stesso verbale dei poliziotti, non aveva però acconsentito. Aveva anche spiegato di avere bevuto solo un bicchiere di vino e quindi aveva deciso di non accettare la prova. Ma quel rifiuto all'accertamento del presunto stato di ebbrezza (che ovviamente non è stato mai provato) aveva fatto scattare lo stesso la denuncia penale, che si è trasformata in un processo. La donna si è infatti ritrovata in tribunale a dovere rispondere di quel rifiuto. E alla fine ha optato per il patteggiamento, un rito che non presuppone un'ammissione di responsabilità ma consente di chiudere la propria posizione con uno sconto di pena. Quella iniziale era di due mesi e 20 giorni di arresto e 667 euro, trasformati in un'ammenda di 20.667 euro. Per questa pena è stata accolta la richiesta dell'avvocato della difesa (ma sono diversi i casi di richieste in questo senso in tribunale), di trasformare l'ammenda in giorni di lavoro presso l'Azienda servizi alla persona. Nello specifico, la donna, che è incensurata e che lavora già in un ospedale, darà il suo contributo al Pertusati, la residenza per anziani di Pavia. (m. fio.)