Formazione in Sicilia Richiesta di arresto per un deputato Pd
MESSINA Mentre a Messina scattavano le manette e il gip trasmetteva alla Camera la richiesta d'arresto per il deputato del Pd Francantonio Genovese per l'inchiesta sui corsi d'oro degli enti di formazione, a Palermo qualcuno lasciava nella buca delle lettere dell'assessore alla Formazione Nelli Scilabra, 29 anni, un proiettile calibro 32. Una coincidenza, ma sicuramente due episodi, in apparenza scollegati, che gettano nuove ombre sul settore della formazione in Sicilia, dove da anni scorre un fiume di denaro pubblico gestito spesso da oscuri gruppi di potere. Un sistema che il governatore Rosario Crocetta sta cercando di scardinare, denunciando «il malaffare» e mettendo ordine ma trovando non poche resistenze anche nel suo partito, oltre che in pezzi del mondo sindacale che difendono gli 8mila operatori del settore. Parte del sistema, è convinta la Procura messinese, sarebbe in mano a Genovese, che intanto si è autosospeso dal gruppo parlamentare e dal Pd. E dal partito si fa sentire il responsabile welfare Davide Faraone: «Il Pd terrà un atteggiamento laico: se si verificherà che la richiesta è legittima e concreta si voterà a favore». Secondo gli inquirenti, «il parlamentare, nel corso del tempo ha acquisito, grazie ad una rete di complici riferibili alla propria famiglia, il controllo di numerosi enti di formazione operanti in tutta la Sicilia e di una serie di società che gli hanno permesso di giustificare le appropriazioni, così da lucrare illeciti profitti». Al deputato la Procura contesta di essere stato il promotore dell'associazione a delinquere, di aver commesso il reato di riciclaggio per avere intascato, sotto forma di consulenze, oltre 600 mila euro da parte di società del proprio gruppo, parte dei quali provento di peculati e frodi alla Regione siciliana, e di averli poi messi in circolo mediante pagamenti per operazioni inesistenti. Ai domiciliari sono finiti l'ex sindaco di San Piero Patti, Salvatore La Macchia, Roberto Giunta e Domenico Fazio (collaboratori della segreteria tecnica del deputato) e il commercialista Stefano Galletti. Il "cerchio magico" sarebbe riuscito a penetrare fin dentro l'assessorato alla Formazione. La Macchia infatti è stato a capo della segreteria particolare dell'ex assessore Mario Centorrino (governo Lombardo), che sarebbe stato nominato proprio in quota Genovese. Grazie a intercettazioni audio e video è stata ricostruita l'acquisizione dell' Enfap di Palermo, ente ritenuto l'anello di congiunzione occulto tra Genovese e un «sistema», sottoposto al suo diretto controllo, per la cura di interessi economici e politici attraverso l'impiego di finanziamenti pubblici. Accertate inoltre numerose truffe mediante assunzioni fittizie all'Enfap per occultare l'utilizzo di falsi dipendenti presso la stessa segreteria politica del parlamentare.