Messa in fuga la banda delle bici

Messa in sicurezza del pozzo comunale in Strada Mercadante e riqualificazione dell'area del peso pubblico. Sono gli interventi realizzati nel Comune. «Per quanto concerne il peso pubblico – spiega il sindaco Pietro Gramegna – abbiamo asfaltato la zona circostante la pesa e provveduto alla regimentazione delle acque con una serie di canali per la raccolta. La zona era ricoperta di ghiaia, quindi quando pioveva l'acqua non defluiva bene. Inoltre abbiamo installato dei dissuasori di segnalazione del peso». L'asfaltatura permetterà ai trattori e ai furgoni di manovrare con più facilità. L'intervento è costato 10.517 euro. Per 1.209 euro è stato meso in sicurezza il pozzo in Strada Mercadante. «Si tratta di un vecchio pozzo con il torrino in muratura, che presentava dei cedimenti. – aggiunge il sindaco – Siamo dovuti intervenire abbassando il torrino e mettendo una piastra di protezione. Il pozzo non viene più utilizzato, va però mantenuto perché serve da valvola di sfogo per la falda acquifera sottostante. Poiché si trova accanto alla strada era necessario garantire la sicurezza dei passanti, quindi abbiamo provveduto». BRONI Si era chiusa all'interno del bar in attesa dei clienti abituali. In questo modo ha probabilmente evitato di essere derubata da due uomini che, dalla descrizione della titolare del locale, sembrerebbero gli stessi delle rapine dei giorni scorsi. E' successo ieri mattina, verso le 6.40, al "Bar Jungle Fit", di proprietà di Birute Jonusiene, in via Circonvallazione 31, a pochi metri dal piazzale della stazione ferroviaria. Si sono avvicinati alla porta, la donna ha fatto cenno che il locale era chiuso, quindi ha preso in mano il cellulare. A quel punto i due sono scappati a gambe levate. «Ho saputo della gang delle bici – spiega Birute Jonusiene – Così questa mattina ho lasciato a casa la borsetta e, in attesa che arrivassero i primi clienti, ho deciso di chiudermi a chiave all'interno del bar. Erano le 6.40, ne sono sicura perché ho guardato l'orologio: due individui si sono avvicinati all'ingresso ed hanno provato ad entrare. Ho subito capito che c'era qualcosa che non andava, non erano certo clienti per un caffè. Ho preso in mano il cellulare, facendo finta di telefonare, quindi i due uomini hanno tagliato la corda. Onestamente non ho notato se fossero armati». Nei pochi istanti in cui sono rimasti accanto alla porta, la titolare del bar li ha visti abbastanza bene: «Indossavano una felpa con un cappuccio, – spiega – avevano un giaccone a mezze maniche ed una sciarpa nera». Dalla descrizione, sembrerebbero gli stessi che hanno rapinato diversi bar della città. Sarebbe il secondo tentativo andato a vuoto, dopo quello di domenica mattina al "Bar Roma", quando furono costretti alla fuga perché il locale era gremito. Sono invece andati a segno i colpi al "Terry Bar" di via Eseguiti (2.500 euro), al "3 bar's" di via Emilia (giubbotto, borsetta e cellulare della cassiera), al "Caffè Marconi" di via Marconi (500 euro e pacchetti di sigarette). In tutte le occasioni si sono presentati all'apertura del locale, hanno minacciato il titolare con un coltello. Franco Scabrosetti