Festa per i dieci anni del nuovo S. Margherita
PAVIA Il trasloco dei 200 pazienti, 10 anni fa, da piazza Borromeo alla nuova struttura di via Emilia durò 36 ore. Il nuovo Santa Margherita festeggia i suoi primi 10 anni con un convegno nell'aula didattica di via Emilia 12 ("Il Santa Margherita dal passato al futuro), il 31 alle 9. E nel pomeriggio alle 15.30 nella chiesetta della struttura il vescovo Giovanni Giudici celebrerà la messa. La nuova struttura pensata alla fine degli anni Novanta è costata in tutto circa 20 milioni di euro, 7 milioni di contributo a fondo perduto della Regione e un milione di prestito regionale che l'Asp sta restituendo. Il resto delle risorse è venuto dalla vendita della vecchia sede per 16 milioni e 130mila euro. «Il 31 marzo del 2004 – spiega il presidente dell'asp Sergio Contrini – abbiamo inaugurato il nuovo Santa Margherita abbandonando la struttura voluta dai pavesi nel 1600 per le donne di strada e le famiglie senzatetto. Pavia era una città di porto e di frontiera, ma il Santa Margherita ha seguito l'evoluzione delle esigenze sociali della città E con il Cda delle Istituzioni assistenziali riunite presieduto da Richichi, nell'impossibilità di mettere a norma la vecchia struttura ne abbiamo fatta una nuova, per accogliere le persone che avevano bisogno della geriatria. Poi sono arrivati gli ambulatori e i laboratori per gli esterni, l'hospice, il centro diurno per i malati di Alzheimer, i posti letto di day hospital e i progetti sperimentali e la formazione degli operatori che si occupano di assistenza, dai centri di formazione alle facoltà universitarie». «In questi 4 anni e mezzo nell'Asp – spiega Carlo Guerini, consigliere comunale e membro del Cda – siamo riusciti a risolvere i problemi della nuova struttura e darle una nuova spinta: abbiamo realizzato la tettoia per evitare che piovesse ancora dentro, i nuovi uffici, le vasche per la terapia in acqua, le aule didattiche, il centro nutrizionale e i percorsi per aiutare non solo i malati di Alzheimer ma tutta la famiglia». «Valeva la pena realizzare un complesso così costoso nel settore della riabilitazione – chiede il direttore generale Maurizio Niutta –? Dopo dieci anni possiamo dire di sì. lo dimostrano i dati delle attività, i bilanci. Abbiamo rispettato tutte le scadenze. E presto avremo dalla Regione anche nuovi posti letto. Merito della gestione e dei 300 addetti che rendono il servizio, ai collaboratori, ai volontari che migliorano la permanenza dell'anziano nella nostra struttura». (a.gh.)