Filippi, interrogatori sui soldi e i cantieri
di Maria Fiore wPAVIA La finalità degli assegni, ma anche le tappe della procedura amministrativa che sanò l'intervento edilizio di Cascina Scova. Sono solo alcuni degli interrogativi che l'inchiesta della procura di Pavia, costata gli arresti domiciliari all'ex vicesindaco Ettore Filippi, sta cercando di chiarire. E il magistrato, così com'era accaduto nel corso delle indagini, si affida ancora ai testimoni. Ieri mattina è cominciata la sfilata dei tecnici e dei politici da interrogare. La prima a presentarsi nell'ufficio del sostituto procuratore Paolo Mazza è stata Giada Gandini, legale rappresentante della società Euroeventi, collegata a Ettore Filippi, dal settembre 2007 fino a dicembre del 2008 (a lei è succeduto poi il figlio di Ettore Filippi, Matteo). Invito a comparire anche per Luciano Rossella, assessore durante il periodo Capitelli, che si è presentato in procura al pomeriggio. Gli interrogatori sono coperti da segreto, ma è la stessa ordinanza di custodia notificata a Filippi a dare indicazioni sul possibile contenuto delle domande rivolte ai primi due convocati. Quantomeno si possono intuire gli argomenti. Alla Gandini, a quanto pare, sarebbe stato chiesto conto di due assegni, da 12mila euro ciascuno, emessi dalla Cortazza dell'imprenditore Dario Maestri alla società Euroeventi di Filippi e gestita, per oltre un anno, dalla donna. La società, dice lo stesso giudice Anna Maria Oddone, utilizzava un conto corrente sul quale aveva la delega a operare anche Filippi. Uno dei due assegni risulta incassato proprio da Filippi, mentre l'altro dalla Gandini. Gli inquirenti si concentrano su questi assegni (per capire la destinazione del denaro), ma gli accertamenti della Finanza hanno riguardato un periodo più ampio. In sei anni, dal 2007 al 2013, sul conto personale di Filippi vengono registrati versamenti in contanti per 159.360 euro, mentre nei due anni dell'iter di cascina Scova, da luglio 2007 a marzo 2009, quando Filippi era vicesindaco, la cifra dei versamenti in contanti ammonta a 64.250 euro. Da un lato dunque gli inquirenti vogliono capire l'origine dei versamenti che risultano essere stati fatti in contanti sul conto di Filippi. Dall'altro, vogliono approfondire la natura degli assegni intestati alle società pubblicitarie, la Euroeventi e la Novo Mondo. L'ipotesi della procura, tutta da dimostrare, è che a questi assegni non corrisponderebbero prestazioni reali di inserzioni pubblicitarie. Lo stesso gip, nell'ordinanza, richiama alcune intercettazioni telefoniche dove sembrerebbe emergere la preoccupazione di Filippi a giustificare i versamenti di Maestri. Ma gli inquirenti vogliono anche ricostruire l'iter amministrativo che portò a realizzare l'ampliamento del resort al Vallone con una piscina e campi da tennis e da calcio. Nel mirino della procura è finito il permesso di costruire gratuito in sanatoria rilasciato a maggio del 2009. Un permesso, secondo l'accusa, illegittimo, perché preceduto da una delibera di giunta senza il passaggio in consiglio comunale. A quella delibera era stata allegata una convenzione urbanistica, dove gli impianti venivano qualificati come «attrezzature finalizzate a servizi pubblici». Un requisito, per l'accusa, mai rispettato ma che, soprattutto, consentì all'imprenditore di risparmiare oltre 175mila euro di oneri di urbanizzazione. Per la procura, dunque, fu seguita una procedura irregolare. Chi potrebbe chiarire i contorni di quella decisione? In primo luogo le persone che parteciparono alla decisione di giunta. Si spiega così la convocazione in procura di Luciano Rossella, assessore della giunta Capitelli. Uno dei partecipanti alla riunione, ma non l'unico. C'erano anche il sindaco di allora, Piera Capitelli, e gli altri assessori Pinuccia Balzamo, Maria Teresa Nizzoli, Roberto Portolan e Matteo Pezza. Politici che potrebbero essere presto interrogati. E Filippi? Il vicesindaco non era presente a quella riunione, ma gli inquirenti hanno rintracciato due mail che confermerebbero il suo contributo all'operazione. La prima, a settembre del 2007, è inviata dalla società La Cortazza di Maestri proprio a Filippi e parla della «disponibilità ad ampliare gli orari di apertura al pubblico» della struttura. La seconda, a gennaio 2008, è inviata dallo stesso vicesindaco alla società e contiene la bozza della convenzione per l'utilizzo dei campi da tennis. Convenzione poi sottoscritta dal Comune e da Maestri. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA