Strage di mafia, ucciso un bimbo
TARANTO Hanno sparato ripetutamente per oltre 250 metri di strada, dopo aver seguito l'auto delle vittime fino all'uscita dal paese. Chi ha premuto il grilletto - almeno 13 volte, tante quanto il numero dei bossoli recuperati dagli investigatori sull'asfalto di quella bretella della statale ionica 106 - ha mirato sempre contro chi era alla guida e chi gli sedeva accanto, infischiandosene del fatto che nell'abitacolo ci fossero bambini. Così killer ancora ignoti hanno ucciso ieri sera alla periferia di Palagiano il detenuto in semi-libertà Cosimo Orlando, di 43 anni, la sua compagna, Carla Maria Fornari, di 30, e il figlio più piccolo di lei, Domenico, di appena due anni e mezzo, che l'uomo teneva casualmente in braccio. Una gragnola di proiettili alla quale sono sfuggiti i due fratellini del piccolo, di otto e sei anni, che viaggiavano sui sedili posteriori della Matiz rossa e che, quando hanno udito quei rumori sordi e visto quel sangue, hanno pensato ad un incidente stradale. «Non si sono accorti di nulla - racconta chi gli sta vicino - non hanno visto niente nè capito. Poi hanno visto la loro mamma piena di sangue». Alla notizia della strage, il premier Matteo Renzi ha subito chiamato il prefetto di Taranto, per esprimere il proprio «atroce dolore, da padre prima ancora che da presidente del Consiglio» per la morte del bimbo. E il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha già inviato in Puglia 60 tra poliziotti e carabinieri con l'obiettivo di avere un maggior controllo del territorio e di dare un impulso alle indagini. Venerdì il titolare del Viminale sarà a Taranto per presiedere il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica: «Daremo una risposta rapida e concreta ad un fatto di inaudita ferocia» dice Alfano, parlando di «delitto infame». Gli assassini si sono fermati solo quando l'auto delle vittime è rimasta di traverso sulla carreggiata, segno che la missione omicida era compiuta. Tredici i bossoli ritrovati dagli investigatori, la maggior parte dei quali addosso ai due adulti. Sarà comunque l'autopsia, in programma domani, a chiarire la dinamica dell'agguato. In una giornata convulsa, gli investigatori hanno ascoltato decine di persone nella caserma dell'Arma a Massafra. Potrebbe essersi trattato della vendetta nei confronti di Orlando, che stava ancora scontando una condanna per un duplice omicidio del 1998. Oppure di una punizione decisa dal clan rivale per aver tentato di riprendere il controllo dei traffici di droga approfittando della semi-libertà di cui godeva da alcuni mesi. Non viene esclusa neanche la pista che porta alla compagna di Orlando: anche grazie alla sua testimonianza, infatti, gli assassini di suo marito Domenico Petruzzelli sono stati condannati in primo grado all'ergastolo. Il paese è caduto nello sconforto e nel dolore muto di chi teme che la criminalita della zona sia tornata a scatenarsi. Dolore e sconforto che hanno pervaso chi conosceva Domenico e i due fratellini, ora nelle mani di parenti che avranno il pesante compito di far loro dimenticare qualcosa di indimenticabile. Come la loro preside e gli insegnanti, che hanno chiesto a tutti di stringersi attorno ai due ragazzini per proteggerli.