Cattaneo all'attacco «Chiedete dimissioni anche per Bosone»
di Fabrizio Merli w PAVIA «Ettore Filippi ha consegnato a me la lettera di autosospensione dal cda del San Matteo». Il sindaco Alessandro Cattaneo inizia con queste parole la seduta del consiglio comunale. Subito dopo le opposizioni presentano la mozione di sfiducia nei suoi confronti. Mozione che ha un significato soprattutto politico. Difficilmente, infatti, si arriverà allo scioglimento anticipato del Consiglio comunale, considerato che il voto si terrà il prossimo 25 maggio. È, insomma, un modo per criticare l'amministrazione uscente, confidando nell'attenzione e nella sensibilità dei cittadini. Il sindaco, però, non teme l'incognita. E già nelle dichiarazioni pre Consiglio aveva chiarito che la strategia sarebbe stata quella del contropiede: «Per me, la sfiducia si può discutere anche subito, senza dovere aspettare i dieci giorni. Però bisogna chiarire il metodo. Si chiedono le dimissioni di chi ha avuto collaborazioni politiche con Ettore Filippi? Allora le chiedano anche del presidente della Provincia, Bosone, eletto grazie ai voti di Filippi. Oppure, il criterio sono le pressioni sull'amministrazione? Allora si dimetta chi sanò cascina Scova, visto che la mia amministrazione ha licenziato un Pgt contro al quale gli imprenditori citati nell'indagine hanno fatto ricorso al Tar. O, infine, si chiedono le dimissioni di chi è stato sentito in procura? Da domani potrebbero essere in molti a trovarsi nella condizione di dimettersi». Insomma, il duello tra centrosinistra e centrodestra si muove su un terreno infido. Anche perchè l'arma Filippi è di quelle a doppio taglio, e a maneggiarla impropriamente si rischia di farsi male. Filippi è stato vicesindaco del sindaco Capitelli, e prima ancora assessore del sindaco Albergati. Il centrodestra punta su questa carta. In particolare per la faccenda di cascina Scova, con una piscina e un campo da tennis sanati grazie a una convenzione messa pesantemente in discussione dalla magistratura. E con perplessità che non riguardano solo la sanatoria, per la quale Dario Maestri pagò 516 euro di multa amministrativa e 500 di penale urbanistica. Nell'ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari, infatti, il giudice delle indagini preliminari fa riferimento a una relazione scritta dalla polizia locale. Una relazione che risalirebbe al 2 dicembre 2013. In base a questo rapporto, una parte del terreno occupato da piscina e campi da tennis sarebbe compreso in un'area per la quale il Piano regolatore stabiliva la destinazione a "cascine urbanizzate", una seconda parte ricadrebbe sotto la destinazione agricola e solo una porzione del terreno rientrerebbe nella scheda 13 S, ossia nella scheda che era stata inserita nel piano regolatore approvato nel 2003. Stando a tale lettura delle carte, dunque, il complesso di cascina Scova sarebbe stato realizzato su terreni non conformi per destinazione. E questa costituisce un'altra circostanza sulla quale gli inquirenti potrebbero chiedere delucidazioni ai componenti della precedente amministrazione. Ma anche nel corso della gestione Cattaneo, la figura di Ettore Filippi è ancora da approfondire. Soprattutto perchè, non più da vicesindaco, ma da esponente politico, stando all'accusa avrebbe esercitato «ripetute e indebite pressioni sul dirigente del settore ambiente e territorio del Comune di Pavia, Angelo Moro, finalizzate al rilascio a favore della società Punta Est Srl dei titoli edilizi illegittimi». La ricostruzione dei magistrati parla di un Filippi che non solo aveva libero accesso agli uffici, ma che frequentemente avrebbe parlato con funzionari e dirigenti in merito alla loro attività amministrativa.