Abusi su ragazzini, il disturbatore Paolini rischia il processo

Abituato alle aule di tribunale per gli strascichi legati alle sue scorribande televisive, il "disturbatore" Gabriele Paolini si trova questa volta ad affrontare la prova più difficile: difendersi dalle accuse di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile, possesso di materiale pedopornografico e tentata violenza sessuale, i reati per i quali la procura di Roma, chiusa l'inchiesta, si accinge a chiedere il suo rinvio a giudizio. Sarebbero quattro, secondo il pm Claudia Terracina, i ragazzini vittime degli abusi: tre italiani e un romeno, filmati in alcuni video fatti in un garage, teatro degli incontri incriminati. Per l'accusa Paolini li avrebbe adescati in chat, plagiati e vinto le loro resistenze dopo averli convinti ad avere rapporti sessuali con lui a pagamento. Ma Paolini, attualmente agli arresti domiciliari con un braccialetto elettronico, respinge le accuse: nessuna orgia con minore, né mercimonio, ma un rapporto affettivo con un 17enne, e semplice amicizia e frequentazione con gli altri.