Quattro case svaligiate in due ore
di Adriano Agatti wCERTOSA Quattro case svaligiate in poche ore a Cascina Calderari. Un vero e proprio raid messo a segno da una banda i cui componenti, almeno quattro persone, sono riusciti ad allontanarsi senza incontrare ostacoli. Il bottino complessivo, tra denaro contante e oggetti preziosi, è piuttosto ingente. Il raid è avvenuto, domenica pomeriggio, in via Pavia. Le abitazioni prese di mira sono tutte in due piccoli cortili che si trovano di fronte al panificio del paese. I ladri hanno preso di mira l'abitazione di Maria Dolores Longhi. La donna, che lavora alla Croce verde di Pavia, era fuori casa come la sorella. La gang in questa casa è entrata in azione tre le 15 e le 18. Gli scassinatori hanno forzato la porta d'ingresso (uno di loro è rimasto in strada a fare il palo) e sono riusciti ad entrare nel piccolo appartamento. L'hanno rinchiusa dall'interno per evitare che qualcuno si accorgesse della loro presenza. Una volta dentro hanno rovistato da tutte le parti. Hanno letteralmente messo a soqquadro tutte le stanze. Si sono impossessati di alcuni oggetti preziosi e di una pistola che era stata regolarmente denunciata. La padrona di casa l'aveva ricevuta in eredità «Quando sono rientrata – spiega Maria Dolores Longhi – mi sono trovata di fronte ad uno spettacolo incredibile. Non lo dimenticherò mai. Non c'era più niente a posto. I ladri avevano rovistato in ogni angolo della casa. Hanno preso tutto quello che avevamo. Non era molto ma hanno preso veramente tutto. Per fortuna non c'era denaro contante. Almeno quello». La derubata ha chiesto l'intervento dei carabinieri e sono intervenuti quelli di Casorate. Nel frattempo la gang ha proseguito il raid nelle case vicine. Gli scassinatori sono entrati nell'abitazione di Giuseppe Longhi, nello stesso cortile. E' lo zio della prima derubata. Anche qui hanno approfittato dell'assenza del padrone di casa, hanno forzato la porta d'ingresso e sono riusciti ad entrare facilmente. Una volta all'interno hanno rovistato da ogni parte e si sono impossessati del denaro. Poi sono usciti. Ma il raid di Cascine Calderari non era certo terminato.La gang ha infatti preso di mira anche altre abitazioni che si trovano nei cortili vicini. «Incredibilmente a quell'ora – conclude Maria Dolores Longhi – non c'era nessuno in casa in tutto il cortile. I ladri hanno scelto l'orario giusto. Mi chiedo se siano stati solamente fortunati oppure se lo sapevano. In ogni caso hanno trovato la strada completamente libera. E hanno sfruttato bene il vantaggio». La banda è entrata anche nel cortile accanto. Qui hanno preso di mira la casa di Pietro Maiocchi. Il furto è stato messo a segno in mezz'ora, dalle 17 alle 17.30. «Sono stati rapidissimi – spiega il padrone di casa – perchè sono stati fuori casa solo mezz'ora. Forse mi hanno curato. Hanno forzato la porta d'ingresso e sono entrati. E mi hanno ribaltato la casa. Hanno trovato il denaro, circa 400 euro, e alcuni oggetti preziosi. Ricordi di famiglia. Poi sono usciti e sono entrati nell'abitazione vicina, quella di mio cognato». La banda ha concluso il raid pomeridiano da Sante Sgualivato. Anche qui hanno forzato la porta d'ingresso e hanno fatto irruzione nell'appartamento incustodito. Si sono impossessati di diversi oggetti preziosi e di alcune centinaia di euro in contanti. Poi avrebbero cercato di svaligiare una quinta abitazione ma il colpo non sarebbe riuscito. In ogni caso la banda potrebbe aver lasciato Cascine Calderari solo nel tardo pomeriggio. I derubati sono andati alla caserma dei carabinieri di Certosa dove hanno sporto denuncia contro ignoti.