Ponti sul Po, dossier a Lupi «Chiediamo aiuto a Roma»
di Marianna Bruschi wPAVIA Un dossier sulle condizioni dei ponti sul Po, da consegnare al ministro per le infrastrutture Lupi. «Al più presto», dicono l'assessore regionale Del Tenno e il presidente della Provincia Bosone. Che intanto ha ricevuto il conto da pagare per i lavori al ponte di Bressana: un milione di euro. «Ho chiesto ai miei funzionari di verificare le condizioni di tutti i ponti – spiega l'assessore regionale ai trasporti Maurizio Del Tenno – così da predisporre un piano straordinario per i ponti di tutta la Regione. A breve vedrò il ministro, il punto è che ci sono tanti ponti in difficoltà e vanno affrontati nella loro complessità». Solo in provincia di Pavia i grandi malati sono almeno tre: il ponte della Becca, il ponte della Gerola, il ponte di Bressana. Su quest'ultimo sono in corso i lavori notturni che andranno avanti ancora per un mese circa. Con il dossier da portare a Roma la Regione vuole chiedere un contributo. Economico. «Il ministro Del Tenno ci ha assicurato che la Regione potrebbe concorrere al finanziamento se il ministro farà la sua parte», spiega Daniele Bosone. Il presidente della Provincia attende una telefonata dal Pirellone per fissare la data dell'incontro con il ministro Lupi e andare a Roma insieme, Provincia e Regione. «Data l'emergenza è importante incontrare il governo e portare soprattutto l'esigenza di un nuovo ponte della Becca che sembra la soluzione più sensata e più avanzata». E più possibile? «Sì, perché c'è già uno studio di fattibilità – spiega Bosone – il progetto potrebbe essere inserito in un accordo di programma». Finanziato da Stato e Regione. Questa è l'istanza che attraversa i 568 chilometri che separano Pavia da Roma. L'emergenza dei ponti malati è anche fatta di conti da pagare. «Ci è arrivato il costo dell'intervento – spiega Daniele Bosone – L'importo complessivo è di circa un milione di euro». I lavori iniziati a fine febbraio procedono nel rispetto del cronoprogramma, spiegano in Provincia. La ferrovia viene chiusa 4 ore a notte, con un carrello sui binari gli operai possono così intervenire sulla trave lesionata. Il ponte resta dunque vietato al traffico pesante, con i danni economici che questo comporta per i camionisti e con i disagi per i pendolari che stanno ripiegando in queste settimane sul treno, o sull'auto. Ma chi paga questo milione di euro? «Noi – dice Bosone – Rfi, Rete ferroviaria italiana, ha predisposto i lavori, messo a disposizione le conoscenze in materia, ma secondo una convenzione del 1951 la manutenzione spetta alla Provincia». I soldi, garantisce il presidente, ci sono. Il punto è come usarli. «Li paghiamo utilizzando il fondo manutenzione straordinaria sui ponti messo a disposizione dalla Regione qualche anno fa – spiega Bosone – questi soldi però impattano sul patto di stabilità quindi ci prepariamo a verificare a quali altri interventi dovremo rinunciare per pagare questo milione di euro, servito per la riparazione della trave incrinata e per la revisione di tutte le altre. L'appello che facciamo al governo è che tolga dal patto di stabilità almeno gli interventi di somma urgenza come questo». @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA