Pavia di ferro, bloccata la Pro

di Roberto Lodigiani wPAVIA Manca il gol, ma lo 0-0 del Fortunati significa un punto pesante che gratifica l'orgoglio di un Pavia umile e quadrato, capace di trovare ancora le giuste motivazioni in questo bislacco campionato da assoluzione plenaria. Gli azzurri concedono pochissimo a una Pro Vercelli un po' presuntuosa e sparagnina, che in riva al Ticino brucia le ultime illusioni di aggancio al vertice della Virtus Entella ormai lanciata verso la B. Per la squadra di Veronese e del suo alter ego Bensi, la conferma che il colpaccio di Lumezzane non era un'impresa fine a se stessa, ma il frutto del lavoro settimanale e di un assetto più solido e razionale, anche grazie agli innesti in corsa. Il pari strappato alla seconda forza del girone consente al Pavia di rosicchiare un punticino alla Reggiana quart'ultima (ora a -6) che presidia l'ultima posizione utile per evitare il taglio ai contributi federali e di staccare di due lunghezze la cenerentola San Marino. Pochino, forse, ma è tutto quanto a cui aggrapparsi per dare ancora un senso alla stagione. I tifosi della Pro dimostrano di crederci e si presentano in buon numero al Comunale, sfoggiando una maglietta bianca un po' anonima ma che fa gruppo. Sulla curva azzurra, spunta uno striscione in ricordo del crollo della Torre civica («17 marzo 1989: Pavia non dimentica le sue vittime», applausi del pubblico). Veronese è privo di Manzoni (squalificato) e di Reato, D'Orsi-Sorbo coppia centrale di difesa, Ferri, Mancosu e De Vita formano il tridente d'attacco; vercellesi con il canonico 4-4-1-1. Primo brivido al 6', diagonale dell'ex Statella, Guerci para ma non trattiene, Erpen da due passi raccoglie e insacca, ma l'arbitro annulla per fuorigioco (evidente). Replica dei padroni di casa al 14', bella percussione centrale di De Vita, che salta due uomini e spara dal limite costringendo Russo a una difficile deviazione in angolo. Piemontesi ancora pericolosi al 27', mischia in area, Bani e poi Scavone sfiorano, la palla carambola sul palo e torna in campo. Cronaca avara fino al 39', quando la Pro protesta per un presunto fallo in area su Ardizzone (peraltro in sospetta posizione di offside), il signor Marini fa proseguire, senza che si debba gridare allo scandalo. Dopo l'intervallo, complice anche il caldo da piena primavera, il ritmo cala ulteriormente e lo spettacolo già non esaltante si deprime ancora di più, almeno a livello emozionale. I vercellesi collezionano angoli (alla fine saranno quindici a due), premono in avanti, scaraventano confusi palloni in mezzo, ma fanno troppo poco per passare, senza mai liberare l'uomo per la conclusione vincente, mentre il Pavia si difende con ordine, malgrado le perdite di D'Orsi (gomitata alla testa, nulla di grave dopo attimi di paura) e Zanini (crampi). Veronese getta nella mischia Cafferata, classe 1994, e il brasilero-cuneese Bassi Borzani, che subentra a un opaco Spinelli e si piazza davanti alla difesa con il jolly Arrigoni che scala accanto a Sorbo. Chance pure per il colored Dia Pape, vivace ma pasticcione. Anche il Pavia reclama timidamente per Mancosu affossato in area, l'ultima scossa la procura Scavone al quinto minuto di recupero, ma Guerci non si fa sorprendere dalla sua incornata nel cuore dell'area. Finisce 0-0, giusto così. ©RIPRODUZIONE RISERVATA