Io, giovane vigile, e il nostro stemma

Se chiudo gli occhi non faccio fatica a ricordare. Stavo uscendo di casa, il telefono mi ha fermato, era la mia ex morosa che voleva sincerarsi del fatto che fossi a casa; la voce era molto agitata " é caduto il Duomo!" Allora prestavo servizio presso la Polizia Municipale di Pavia, ho preso la macchina e mi sono precipitato in piazza del Duomo. La polvere alleggiava pesante e rossastra . Faticavo a concentrarmi, lo scenario sembrava quello di un bombardamento. Poi in mezzo al trambusto alle urla della gente, alle immagini che si sormontavano, lo stemma di Pavia adagiato intatto, sul cumulo di laterizi. Sono rimasto immobile, attonito, fino a quando ho udito una voce che ripeteva il mio nome: era il maresciallo Ricotti mi aveva messo nelle mani le chiavi della Fiat Ritmo. "Corri al ponte del policlinico e portami qui i mezzi che stanno lavorando alla demolizione". Da quel momento non ricordo più le lancette dell'orologio, per quanto tempo sia stato in servizio: mi sono ridestato alle 5,30 di domenica 19 marzo, era il policlinico che mi avvertiva della scomparsa di mio padre. Sono passati... 25 anni? 25 minuti? Il tempo scorre e può lenire il dolore, cancellarlo mai. (Enrico Milani)